venerdì 28 dicembre 2007

Nuovo forfettone (regime dei minimi)

Con la finanziaria è stato introdotto il nuovo regime dei minimi (forfettone) che diviene operante dall'anno d'imposta 2008.
Poiché l'emissione della prima fattura 2008 con applicazione dell'iva determina l'impossibilità di accedere a questo regime, è bene fare preliminarmente una rapida check list per vedere se rientriamo nel novero dei potenziali contribuenti interessati a questo regime sostitutivo.
Requisiti:
- avere ricavi minori di 30.000,00 Euro
- non avere dipendenti o collaboratori e assimilabili;
- non aver fatto cessioni all'esportazione;
- essere residenti in Italia;
- non svolgere alcune attività in settori specifici: commercio auto e immobiliare;
- non essere socio di società di persone o di srl con opzione per la trasparenza;
- non essere associato in uno studio professionale;
- non essere soggetto a regimi speciali Iva;
- non aver effettuato acquisti in beni strumentali > di 15.000,00 Euro nei 3 anni precedenti

Se si dispone dei precedenti requisiti potete cominciare a leggere la circolare 73/E 2007 dell'Agenzia dell' Entrate e fare eventuali calcoli di convenienza.
Da una prima disamina l'applicazione del regime - che sostanzialmente comporta il pagamento di un'imposta sostitutiva del 20% sul reddito conseguito - risulta generalmente vantaggioso, anche se non sempre, occorre verificare caso per caso.

Un ultimo appunto, l'introduzione del "nuovo forfettone" comporta l'abolizione dei seguenti regimi contabili speciali:
- regime dei contribuenti minimi in franchigia (art. 32 bis del DPR n. 633/72)
- regime fiscale delle attività marginali (l’art. 14 Legge n. 388/2000)
- regime c.d. “super-semplificato” (articolo 3, commi da 165 a 170, della legge n. 662/96)

316 commenti:

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massimo ha detto...

Buongiorno, sono un lavoratore dipendente ed ho intrapreso una piccola attivita sul web che mi rende circa 5000 euro. finora ero in regime agevolato ( 10 % di irpef e pagamento dell' iva). Vorrei sapere se è possibile aderire al nuovo regime minimo e se posso scaricare le spese come: mutuo, spese mediche, ecc attraverso il reddito da lavoro dipendente. Infine ricevere fatture da aziende con sede estera mi escludere da tale regime ? Vi ringrazio anticipatemente della Vs. attenzione e colgo l' occasione per augurarVi una Buonagiornata

Anonimo ha detto...

sono un'agente immobiliare e ho appena letto che secondo lei non rientro nel nuovo regime dei minimi. ho capito bene?

Riccardo Tovani ha detto...

Per Massimo:
Può tranquillamente passare dal regime delle nuove iniziative a regime dei minimi.
Di norma però il regime delle nuove iniziative resta più conveniente, quindi non sò se le convenga.
Il ricevere fatture non rappresenta una causa escludente, casomai è l'emettere fatture a soggetti residenti all'estero extra-ue.
Le spese mediche e gli altri oneri continuano ad essere detraibili dagli altri redditi presenti in dichiarazione.

Riccardo Tovani ha detto...

Per anonimo:
No, non mi riferivo agli agenti immobiliari, forse per necessità di sintesi mi sono espresso male.
Per settore immobiliare intendovo la costruzione (e probabilmente la locazione), ma non certo l'attività di agente immobiliare.
D'altra parte non vi sarebbe neanché una giustificazione plausibile a tale esclusione.

Luca ha detto...

Salve. Sono anch'io un lavoratore dipendente e al contempo svolgo un'attività professionale come ingegnere iscritto all'albo. Ho aperto la P.IVA nel marzo del 2004 e fino al 31/12/2006 ho usufruito del regime fiscale agevolato per nuove iniziative. Nel 2007 non ho assunto alcun incarico, quindi non ho emesso alcuna fattura. Il mio reddito complessivo è stato sempre superiore ai 30000 euro lordi annui, ma quello derivante dalla partita iva è stato sempre inferiore ai 5000 euro e addirittura nullo nel 2007.
Nel Gennaio del 2005 ho acquistato un'autovettura al prezzo di 20712 euro Iva Inclusa, che ho inserito in ammortamento al 25% nel 2006 e al 50% nel 2005. Ovviamente il valore dell'auto acquistata è stato limitato ai 18075,99 previsti come massimale di ammortamento.
Stante queste condizioni volevo sapere se era possibile comunque aderire al forfettone a partire dal 01/01/2008. In caso negativo, vorrei capire se ciò è dovuto all'acquisto dell'auto, alla partecipazione al regime delle nuove iniziative o a che altre cause.
Grazie fin d'ora.

Luca

Valerio ha detto...

Salve, sono un ingegnere iscritto all'albo con partita iva. Negli anni precedenti ho percepito un reddito lordo di poco inferiore ai 30000 €, beni strumentali degli ultimi 3 anni inferiore ai 3000 €.
Vorrei sapere se applicando il nuovo regime dei minimi devo versare l'iva a debito del 2007, se si, potrò stornare l'acconto iva versato a dicembre?
Grazie
L'acconto irpef di dicembre lo recupero e come? se le tasse verranno ampiamente pagate con la RA versata sul lordo. Se il prossimo anno ritornerò al regime normale come potrò recuperare tuttla la RA versata a vuoto nel 2008?
Acquistando un'autovettura, concorrerà tutto il suo valore per il limite dei 15000€ o solo la parte in ammortamento cioè il 25%?

Riccardo Tovani ha detto...

X Luca.
L'accesso al regime delle nuove iniziative ti dovrebbe essere impedito esclusivamente a causa dell'acquisto dell'automobile (cespite ammortizzabile). L'autovettura ha infatti un valore fiscale superiore a 15.000,00 Euro (limite previsto dalla legge) ed è stata acquistata nei tre anni precedenti l'entrata in vigore del regime dei minimi.

Riccardo Tovani ha detto...

X valerio.
L'iva 2007 la paghi interamente con la dichiarazione 2008, scoputando l'acconto versato a dicembre.
Le eventuali imposte pagate in più le compensi in dichiarazione (dichiarazione 2009 per l'anno d'imposta 2008), se non hai nulla da compensare vai a credito e lo puoi riportare al successivo anno o chiederlo a rimborso.
Per quanto riguarda l'autovettura non ho capito il problema.

Luca ha detto...

Riccardo, ho un ultimo dubbio: avendo acquistato la vettura sia per uso personale, non si applica quel paragrafo della circolare che dice "Per esigenze di semplificazione rilevanti anche
ai fini del controllo, si ritiene che i beni strumentali solo in parte utilizzati nell’ambito dell’attività di impresa o di lavoro autonomo esprimano un
valore pari al 50 per cento dei relativi corrispettivi"? Se così fosse, il valore dell'acquisto si dimezzerebbe e potrei rientrare.
Grazie ancora

valerio ha detto...

per quanto riguarda l'auto volevo dire che essendo un libero professionista, acquistando un'auto ad uso promiscuo con il regime ordinario potevo portare in deduzione il 50% dell'iva ed in detrazione il 25% dell'imponibile fino ad un imponibile max di 18075, quindi al massimo si portavano in detrazione 4518.75 in 4 anni, secondo me questa rappresenta la quota di ammortamento da considerare nel calcolo del limite dei 15000 di beni strumentali, a meno che per il regime naturale non valga quello detto da Luca e cioè il 50% del valore dell'auto
Grazie

Anonimo ha detto...

Buongiorno, ho appena aperto la partita iva a regime minimo per una attività di pony express; non ho ancora emesso fatture; quando ho detto al titolare della ditta per cui lavoro che non posso emettere fatture con l'iva, questo mi ha detto che non accetterà fatture senza iva poichè il suo commercialista dovrebbe tenere una contabilità separata solo per me con un costo maggiore..è vero?

Riccardo Tovani ha detto...

X Valerio e Luca.
Per quanto riguarda il valore dei beni strumentali utilizzati in via promiscua, la normativa è effettivamente frammentaria (c'è ad esempio quel riferimento al 50% che lascia aperti molti dubbi).
Io mi sono rifatto in via analogica a quanto previsto per gli studi di settore, nel quale si fa riferimento al costo storico fiscalmente rilevante.
Tuttavia entro la fine di questa, o della prossima settimana, dovrebbe uscire una circolare ministeriale con alcune importanti delucidazioni.
Penso che la questione dell'autovettura (come altre questioni non chiare) verrà analizzata in quella sede, quindi invito ad aspettare le indicazioni ministeriali.

Riccardo Tovani ha detto...

Per quanto il commercialista che non accetterebbe la fattura senza l'addebito dell'Iva perché dovrebbe tenere una doppia contabiità: la questione non sta né in piedi né in terra.
Lei faccia la fattura come comanda la Legge, e cioè senza Iva e con la dicitura prevista, poi ci penserà il commercialista a registrarla come si deve.

Anonimo ha detto...

Poichè è veramente gentile le chiedo un'altra cosa: esistono dei modelli già pronti per emettere fatture senza iva? Da buffetti non sapevano se dovevo emettere fatture o ricevute..mi conviene aspettare che escano i nuovi modelli?
Grazie

Anonimo ha detto...

Poichè ho aperto partita iva con regime minimo e non avendo mai fatto fattute, come mi devo comportare? Ad esempio per un compenso di 1000 euro io emette una fattura di 1000 euro oppure devo aggiunger ritenuta d'acconto, cassa previdenziale e altre strane diciture? premetto che io non penso di versare contributi previdenziali, almeno per i primi anni..
Grazie

Anonimo ha detto...

questo regime fiscale ha una durata di 3 anni?

Riccardo Tovani ha detto...

Si tratta di emettere una normale fattura, utilizzando un normale modello, con tutti i dati previsti dalla normativa, non indicando l'iva in addebito e inserendo la dicitura "operazione effettuata ai sensi dell'articolo 1 comma 100 legge finanziaria 2008".
Il regime fiscale non ha una durata prestabilità, si applica a tempo indefinito.

Riccardo Tovani ha detto...

Circa le modalità di stesura della fattura, con o senza ritenuta, cassa previdenziale, etc.., le consiglio di prestare attenzione alla sua posizione perché mi sembra che abbia le idee confuse.
I contributi previdenziali, ad esempio, sono quasi sempre obbligatori per chi esercita un'attività d'impresa, non può scegliere se versarli o non versarli.

max ha detto...

salve, ho aperto la partita iva con il regime dei minimi in franchigia l'anno scorso per la mia professione di architetto;
automaticamente sono passato nel regime dei minimi che desidero mantenere e per il quale ho tutti i requisiti necessari.
Vorrei solo sapere se devo continuare a comunicare all'agenzia delle entrate i miei corrispettivi per via telematica e con i softwares che loro danno a disposizione oppure se è sufficiente che numeri e conservi fatture e ricevute senza comunicazione telematica dei corrispettivi.
Spero che la mia domanda sia stata chiara.
grazie mille,
massimo

Caprik ha detto...

Salve,
nel 2007 ho fatturato 32.935,50 euri
rientro in tutti gli altri paramentri, non esiste un modo per rientrare nel forfettone?
Grazie.

Riccardo Tovani ha detto...

X max
La seconda che hai detto. Il regime in franchigia è stato abolito pertanto non devi più attuare l'invio telematico dei corrispettivi

Riccardo Tovani ha detto...

X Caprik.
Al momento non mi sembra tu abbia i requisiti. La normativa parla chiaro: Al regime possono accedere i soggetti che nell’anno solare precedente hanno conseguito ricavi o compensi in misura non superiore a 30.000 euro.
Tuttavia, come ho già detto, entro la fine di questa, o della prossima settimana, dovrebbe uscire una circolare ministeriale con alcune importanti delucidazioni: aspettiamo ancora un po'.

Anonimo ha detto...

Mi appresto ad aprire partita iva , sceglierò questo nuovo regime fiscale. Chiedevo se i contributi previdenziali vengono detratti dalle tasse per intero. Si parla di deduzione.vorrei capirci qualcosa. Grazie per le informazioni utili.

max ha detto...

grazie mille per la risposta,
un saluto a tutti!
max

mauro ha detto...

salve,
sono uno psicologo, dovrei aderire al forfettone ma non so come devo emettere la prima fattura del 2008. mi hanno detto che oltre a non calcolare l'iva, bisogna aggiungere una dicitura che vale solo per la prima fattura ma non sono riuscito a sapere qual'è questa dicitura. inoltre si deve mettere la ritenuta d'acconto?
grazie

Anonimo ha detto...

Ciao! ho letto che non possono aderire chi lavora nelle costruzioni... Io sono dipendente di una impresa edile e vorrei aprire questo tipo di partita iva per eventuali lavoretti che possono capitare...Dicendo pero' cosi' mi hai messo un dubbio... ho capito male? Grazie

paolo lucca ha detto...

sono un lavoratore dipendente a tempo pieno che esercita come attività secondaria quella di ingegnere (iscritto all'ordine ma senza l'obbligo di versare ad INARCASSA i contributi previdenziali tranne il 2% obbligatorio) con reddito annuo di circa 10 mila euro anno. Non ho alcun bene strumentale.
Due domande: con il regime dei minimi sono obbligato a pagare l'INPS?

Riccardo Tovani ha detto...

X Mauro.
Al posto dell'addebito dell'Iva nelle fatture (tutte le fatture emesse) annoterai la dicitura: "operazione effettuata ai sensi dell'articolo 1 comma 100 legge finanziaria 2008".
Il resto della fattura non cambia e pertanto sei assogettato a ritenuta d'acconto.

Riccardo Tovani ha detto...

x Anonimo.
I contributi previdenziali vengono detratti dai ricavi dell'attività.
L'esclusione dal regime opera per chi cede fabbricati e terreni agricoli, non per chi lavora come prestatore d'opera nel settore edile.

Riccardo Tovani ha detto...

x Paolo Lucca.
Per accedere al regime sono fattore di esclusione i ricavi, se superiori a 30.000, non il reddito.
Il regime dei minimi non modifica la tua posizione contributiva, quindi in base a quello che affermi sei soggetto ad Inarcassa con rivalsa al 2% da evidenziare in fattura.

eugenio ha detto...

Buongiorno,
sono un lavoratore autonomo (impresa di servizi) con tutte le caratteristiche per poter usufruire del cosiddetto FORFETTONE (non più di 25.000 euro di ricavi - 2000 euro di spese per l'attività - pochissime spese con iva detraibile). Per problemi di salute mi è stata riconosciuta una pensione di invalidità a partire dal novembre 2007 di importo netto mensile di 570 euro. Le pongo le seguenti domande:
1)Il limite di 30000 euro si riferisce solo all' attività autonoma o devo sommare anche la pensione?
2)So già di sostenere spese mediche (oltre ad avere interessi passivi per il mutuo casa) nell'anno 2008: potrò detrarre queste spese?
3)Attualmente avevo anche la detrazione (al 50% con mia moglie) di mio figlio? La manterrò o la perderò?
Ringrazio fin da ora per la gentile attenzione.
Eugenio

Filippo ha detto...

Gentile dr.Tovani,ho una tappezzeria che nell'anno 2007 ha avuto rimanenze finali per 50.000 euro..
Posto che la mia attività ha tutti i requisiti per aderire al nuovo regime, le chiedo: ho letto su il Sole24Ore che per rientrarvi bisogna rettificare l'iva sulle immobilizzazioni, beni e servizi non utilizzati al 31/12/2007..ciò significa che dovrei sborsare 10.000 € per le rimanenze?
Grazie mille.

Riccardo Tovani ha detto...

X Eugenio.
- il limite si riferisce solo all'attività autonoma
- le spese mediche e le altre spese non le può detrarre dalle imposte derivanti dal regime dei (forfettone), ma solo dalle imposte pagate per altri redditi presenti in dichiarazione (se ne dispone)
- per la detrazione del figlio stesso discorso del punto precedente.

Riccardo Tovani ha detto...

X Filippo.
Si,hai capito bene, per entrare nel regime dei minimi dovrai "sdoganare" le merci in magazzino al 31/12/2007, ripagando l'Iva detratta

Filippo ha detto...

Grazie, Dr.Tovani..
ora mi spiego perchè da piu' parti si è scritto che questo regime è utile solo ai professionisti, o comunque ai lavoratori veramente "piccoli"..

fogarmax ha detto...

Gentile Dott. Tovani
Sono Artigiano iscritto alla CCIAA nell'apposito albo. Ho i requisiti per entrare in regime >30.000.
Le mie fatture possono essere emesse con la dicitura apposita senza applicare IVA 20% come L'anno passato e visto che non ero soggetto a ritenuta questo può bastare?
Grazie

Riccardo Tovani ha detto...

x Fogarmax.
Presupponendo che lei abbia i requisiti per l'accesso al regime, in qualità di artigiano emetterà le fatture omettendo l'Iva e inserendo l'apposita dicitura.
Non esendo un professionista, inoltre, non dovrà inserire la ritenuta d'acconto.

Anonimo ha detto...

Salve sono un giovane ingegnere che vuole iniziare l'attività di libero professionista, mi chiedevo: ma se aderisco al regime semplificato, e dovessi superare i 30.000 (anche se è improbabile), cosa succede?

Anonimo ha detto...

Per chi volesse iniziare un'attività a regime minimo, deve comunque attivare un numero IVA dichiarando l'adesione in quella sede? E per quanto concerne i versamenti previdenziali, si emette fattura con ritenuta d'acconto e si conguaglia in fase di dichiarazione dei redditi?
grazie
elisabetta

eugenio ha detto...

Buongiorno Dottore,
Le ho già richiesto se con il regime forfettone avrei potuto detrarre spese mediche / figlio / interessi passivi mutuo e la Sua risposta è stata: no a meno di possedere altri redditi. Le chiedo pertanto: l'unico altro reddito di cui dispongo è la pensione di invalidità che mi è stata recentemente riconosciuta. Va bene per poter detrarre le spese di cui sopra? attendo fiducioso per il momento Le porgo cordiali saluti.

Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo.
- Se supera il limite di 30.000, ma rimane etro i 45.000,00, è obbligato a cambiare regime l'anno successivo
- se superà i 45.000,00 dovrà ricalcolare tutta la sua posizione ai fini Imposte dirette e Iva secondo il normale regime fiscale (si configura come ipotesi particolarmente dispendiosa).
In caso di inizio di attività in corso d’anno, il limite dei 30.000 euro di ricavi o compensi deve essere ragguagliato all’anno.

Riccardo Tovani ha detto...

X Elisabetta.
Esatto, dovrai attivare la partita iva facendo presente l'accesso al regime dei minimi.
I versamenti previdenziali non subiscono alcuna modifica rispetto al regime normale.
Per i professionisti la ritenuta del 20% è obbligatoria e la potrai scomputare dall'imposta lorda in sede di dichiarazione dei redditi

Riccardo Tovani ha detto...

x eugenio.
La questione da lei posta deve essere analizzata con attenzione, non tanto per i problemi fiscali, ma quanto per eventuali problemi di cumulabilità tra pensione di invalidità e redditi da lavoro autonomo.
In molti casi infatti la percezione di redditi di lavoro autonomo determina una riduzione dell'assegno di invalidità.
Tuttavia la questione non è nelle mie competenze quindi la invito a rivolgersi ad un patronato.

Quanto alla possibilità di detrarre le spese sanitarie, del mutuo, etcc:
- guardi le ritenute irpef subite sulla pensione di invalidità;
- da questa somma potra detrarre le spese (il 19% circa) di cui sopra.

Anonimo ha detto...

Grazie mille!
elisabetta

Red ha detto...

Buongiorno, sto cambiando lavoro e ho due alternative (ambito editoriale-giornalistico):
- lavorare su due fronti con una p.iva in regime dei minimi
- avere una p.iva in regime dei minimi + un contratto di apprendistato di 24 mesi (che confluisce in assunzione a tempo indeterminato) oppure un contratto a progetto.
Ovviamente due scenari diversi per obblighi e modalità, quel che mi interessa è capire se c'è una soglia di reddito minima/massima oltre la quale diventa preferibile una delle due opzioni.
Grazie, Red

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X red.
Purtroppo dare una risposta puntuale al quesito non è possibile senza fare una simulazione del caso concreto, le variabili sono troppe.
In linea di massima - non considerando altre variabili - il regime diviene conveniente sopra i 20.000,00 euro di reddito, ma perchè lo diventi tangibilmente occorre superare i 24000,00.
Il calcolo di convenienza però varia a seconda di molti aspetti, ad esempio se dispone di altri redditi (abitazione ad esempio) o di oneri da detrarre (mutuo, etc..)
Sarebbe interessante sapere ad esempio a quanto ammonta, anche approssimativamente, la retribuzione lorda derivante dal contratto di apprendistato.
Ad occhio e croce, comunque, la soluzione la soluzione migliore, non solo per motivi fiscali, penso sia: contratto di apprendistato + p.iva regime dei minimi.

Luca ha detto...

Egr. Dott. Tovani,
innanzitutto grazie per le precise e tempestive risposte.
Ho visto che ieri è uscita la circolare di cui parlava, nella quale, in merito ai beni strumentali, si dice "Si ribadisce, dunque, che ai fini della verifica dei requisiti di accesso al regime i beni strumentali ad uso promiscuo rilevano per il 50 per cento del costo sostenuto, a prescindere da eventuali diverse percentuali di deducibilità contenute nel TUIR". Questo quindi dovrebbe chiudere la questione aperta relatvia all'acquisto dell'autovettura come descritto nel mio post del 17/01. Quindi credo a questo punto di poter applicare il regime dei minimi. Giusto?

Anonimo ha detto...

salve a tutti,
sono un ingegnere (single) e ho partita iva da luglio 2007.
Nello stesso mese ho firmato un contratto a partita iva che prevede una retribuzione fissa di 18000euro annui + iva suddivisi in 12 fatture.
Dato che il mio reddito, almeno per i primi tre anni non dovrebbe variare, credo dovrebbe essere semplice fare due conti e scegliere, a parità di costi di attività, tra "regime agevolato per le nuove attività" e "regime dei minimi".
Il mio commercialista mi ha suggerito nel 2007 di aderire al regime dei minimi nonostante avessi delle perplessità e non so ancora se ho fatto la cosa giusta.
Con la nuova finanziaria 2008 mi trovo obbligato a passare al nuovo regime dei minimi con cui dovrò farmi trattenere il 20% per ritenuta d'acconto.
In tal modo verserò al fisco più del dovuto? se sì come potrò recuperarlo se anche nel 2009 continuerò a versare il 20% di acconto?
Ringrazio in anticipo

Anonimo ha detto...

Salve
Ho letto questo interessante topic sarei interssato ad aprire una P. iva al regime minimo con forfettone al 20% per affiancare il mio lavoro dipendente.
HO capito che i redditi da p.iva non fanno cumulo con redditi da lavoro dipendente oppure da rendite immobiliari (percepisco un affitto che cumula con il mio lavoro dipendente e viene tassata secondo gli scagioni Irpef. La mia domanda è la seguente quali costi posso detrarre ed in che percentuale fondamentalmente
biglietti aereo/treno
telefono
benzina ed autostrada ? I 30000 euro vanno considerati al netto di queste spese documentate?
Inoltre io fatturerei molto all'estero ma in ambito UE che dicitura devo mettere nella fattura e come fa il mio cliente a versare il 20%? oppure lo devo versare io? inoltre cosa accadrebbe se prendessi una consulenza extra EU (Stati uniti ad esempio)? Scusate laquantità di domande.

dichiaro normalmente secondo

Anonimo ha detto...

Salve
Oltre al 20% bisogna iscriversi alla gestione separata Inps versare anche contributi Inps se i quanto? Ci sono altri contributi da versare?
Ho già un lavoro dipendente
Grazie e cordiali saluti

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Luca.
Si, come aveva intuito il valore dei beni strumentali promiscui viene determinato con le regole proprie del regime dei minimi e cioè il 50% dei corrispettivi versati, al netto dell'Iva indetraibile.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo ingegnere.
Sono piuttosto scettico sulla convenienza del regime dei minimi rispetto al regime delle nuove attività.
E' vero che in questa maniera può dedurre i contributi obbligatori, ma nel regime delle nuove attività la tassazione sostitutiva è del 10% ed inoltre perde la detrazione dell'Iva che nel caso intendesse acquistare un autovettura è del 40%.
Inoltre non deve fare ritenute del 20%, che molte probabilmente la manderebbero a credito, costringendola a chiederle a rimborso.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo.
Potra dedurre i costi inerenti all'attività nella misura del 50% se promiscui.
I 30.000,00 Euro sono di ricavi non di reddito.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo.
Nel caso si sia già iscritti ad una forma di previdenza obbligatoria (ad esempio quella dei lavoratori subordinati), l'iscrizione alla gestione speciale Inps sconta l'aliquota del 17%

Lore ha detto...

Egregio Dott Tovani,

sono un ingegnere e devo aprire aprire partita iva, il mio commercialista mi ha detto che il regime dei minimi dura solo per 3 anni (premetto che il mio reddito sarà inferiore a 30.000 euro) dopo dovrò passare alla gestione semplificata.. a me risulta che solo la forma agevolata duri 3 anni il regime dei minimi a vita (purchè si rientri nei limiti previsti dalla finanziaria), mi puo confermare che la durata del regime dei minimi non ha scadenza?

Grazie

Anonimo ha detto...

Salve grazie delle delucidazioni
Approfitto ancora della sua gentilezza e competenza per inquadrare bene il problema.
Non prevedo di fare acquisti strumentali tipo auto e/o telefoni ne tantomeno detrarre iva.
La mia attività sarà principalmente di consulenza e supporto tecnico ed inoltre considerato è un attività accessoria al mio lavoro dipendente prevedo di stare sicuramente entro compensi di 30.000 e vorrei meno complicazioni possibili di tenuta registri etc in quanto prevedo di staccare 6-8 fatture nel corso dell’anno.

Io ho fatto una simulazione diciamo nella migliore dei casi compensi 28000 euro
Spese benzina 3000 euro
Spese autostrada 500 euro
Spese telefono 500 euro
Biglietti aereo treno 1000 euro
Totale 5000 euro

Reddito= 28000-5000=23000 devo calcolare:
il 20% su 23000? + diciamo il 17% Inps di 23000 e pagarlo di tasse?
Oppure quei 5000 euro non possono essere portati in detrazione?.

La macchina è intestata a me per uso personale come anche il telefono di casa ed il telefonino che userò principalmente. C’e bisogno di intestarle alla società per poter portare in detrazione qualcosa? C’e’ un tetto massimo?
A me interessa fondamentalmente portare in detrazione le spese vive su riportate ma non fare acquisti di beni strumentali da ammortizzare.
Mi scuso delle quantità di domande ma non sono molto addentro alla tematica
Grazie ancora

Anonimo ha detto...

Ecco la mia situazione: professionista con gestione separata, sicuramente fatturerò 25000 + iva, comprerò hardware e software per 3000 + iva, spese fitto = 1920 annui, bollette = 1000 + iva annui, non ho casa, non ho figli, non ho mutui, pochissime spese mediche.
Con questi dati mi conviene il forfettone? E hanno deciso se la ritenuta d'acconto in fattura va indicata o no?
Grazie mille per un'eventuale risposta
Giacomo

Anonimo ha detto...

anonimo
sono un professionista a basso reddito per problemi di salute però sono socio accomandante in una sas al 2% posso rientrare nel forfettone

luigi ha detto...

Egregio Dott. Commercialista,
sono l'ingegnere del post di ieri,
la ringrazio per la risposta.
Il dubbio che mi rimane è se avendo aderito nel 2007 al regime dei minimi e non avendo ancora presentato la prima dichiarazione dei redditi, posso ora passare al "regime agevolato per le nuove attività" o se sono obbligato a passare in automatico al nuovo regime dei minimi.
La ringrazio in anticipo

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Lore.
Le confermo che il regime dei minimi non ha una scadenza predeterminata.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo.
Non posso dirle quali e quanti costi dedurre, sarebbe troppo complesso .
Comunque il linea di massima:
ricavi 30000 - costi 5000 - contributi obbligatori 4250(25000x17%)= reddito tassabile.
Per poterli dedurre integralmente i costi dovranno essere intestati all'azienda e non a lei personalmente.
In quest'ultimo caso potrà dedurre il 50% di questi costi.
In ogni caso la deduzione dei costi è possibile rispettando il generale principio di inerenza dei costi ai ricavi.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Giacomo.
Siamo lì, con un reddito di circa 20000,00 euro, senza altri redditi o detrazioni, il regime dei minimi e il normale regime fiscale sono sostanzialmente uguali.
Nel suo caso, ad occhio e croce, peraltro dovrebbe essere congruo con gli studi di settore, pertanto potrebbe rimanere tranquillamente nel regime normale.
Le confermo che, adottando il regime dei minimi, dovrà inserire la ritenuta in fattura .

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo.
La sua qualità di socio di società di persone comporta l'esclusione dal regime dei minimi.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Luigi.
Lei non può aver aderito nel 2007 al regime dei minimi, in quanto questo regime nel 2007 non c'era.
Penso che lei abbia aperto partita iva aderendo al regime delle nuove attività, nel quale ritengo le convenga rimanere per i prossimi 2 anni.

Anonimo ha detto...

Ho un lavoro dipendente in cui guadagno 5000 euro al'anno; uno indipendente (psicologa) in cui guadagno circa 2000 euro. So che per il lavoro dipendente sono in no tax area, e mi chiedo: ma a me conviene il forfettone? l'unica cosa che mi piace è che scamperei gli studi di settore (non ritengono plausibile che nonostante due figli piccoli io fatturi così poco...), ma il 20% di tasse lo pagherei anche sul reddito da lavoro dipendente? Mi scuso per la mia ignoranza...e sto cercando anche di evitare un commercialista, visti i miei pochi guadagni...grazie

Anonimo ha detto...

Egr. Dott. Tovani
Dovrei aprire un partita iva per fatturare consulenze tecniche all'estero principalmente UE questo esclude dal poter aderire al forfettone?
Grazie e cordiali saluti

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonima Psicologa.
Presumendo che lei possegga solo i redditi di lavoro e professionali indicati nel post, il regime dei minimi, in termini di tasse pagate, è più oneroso rispetto al normale regime fiscale.
Pagherebbe circa 400 euro di (il 20% DI 2000,00), mentre attualmente penso paghi poco o nulla.
Tuttavia aderendo al "forfettone" eviterà la penosa incombenza degli studi di settore (non fosse altro che per la necessità di doversi giustificare di fronte all'Agenzia delle Entrate).
Il 20% di imposta sostitutiva si riferisce esclusivamente al reddito dell'attività professionale.
Nel caso opti per il "forfettone" il reddito professionale non si cumulerà in dichiarazione con il reddito da lavoro dipendente.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo.
Le prestazioni di servizi IntraUE non dovrebbero essere causa escludente, sono le cessioni extraUE e le operazioni assimilate che implicano l'esclusione dal regime.
Nel suo caso ritengo quindi possa accedere al regime dei minimi, uso il condizionale perché la normativa Iva sulle operazioni tra soggetti residenti in Stati diversi è straordinariamente complessa e merita sempre un puntuale riscontro.

StefanoPadova ha detto...

Buongiorno Dott. Tovani.
Volevo chiederle una delucidazione circa il regime dei minimi.
Nel caso in cui una persona fisica, mai avuta la partita iva, pensionata (40mila lordi annui) e in possesso di contratto a progetto col vecchio datore di lavoro (lordi 25), può aprire la partita iva ed aderire al regime dei minimi?
il reddito da pensione nn fa cumulo?
come calcolare i contributi?
nel caso di contratto a progetto mi sembra siano il 16% 1terzo a carico dellavoratore.
dove trovare una tabella esaustiva?
scusi le molte domande ma trovo molto interessante questo caso!!
la ringrazio
Stefano da Padova

Andrea ha detto...

Egregio dottore
sono un libero professionista che rientrerebbe da quest'anno nel regime dei minimi. Nel 2007 ho comprato un auto ad uso promiscuo. Mi è costata 10000 euro (9300 escluso IVA). Con il regime ordinario prima e con quello dei minimi ora, che importo posso imputare a costo per il 2007 e per il 2008 rispettivamente?
Grazie
andrea

Anonimo ha detto...

Buonasera, la ringrazio per la puntuale risposta (sono la psicologa che non guadagna quasi niente!)ed avrei, se fosse possibile, un'altra domanda: so che per non aderire al forfettone basta emettere fatture con l'Iva; ma essendo le mie prestazioni di tipo sanitario, l'Iva già non la fatturo. Come faccio a comunicare la mia non adesione? Grazie ancora

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Stefano Padova.
La questione avrebbe bisogno di un approfondimento, in linea di massima comunque ritengo che lei possa aprire partita iva ed aderire al regime dei minimi.
I contributi alla gestione speciale Inps sono del 17%.
Il reddito soggetto al regime dei minimi non si cumula con gli altri redditi.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Psicologa.
Al momento non deve comunicare niente, continuando ad operare come sempre ha fatto (comportamento concludente).
In sede di dichiarazione dei redditi potrebbe essere tutt'al più necessaria una comunicazione circa il regime fiscale adottato, ma questo lo verificherà in seguito.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Andrea.
Non rispondo a richieste troppo specifiche o che richiedono un approfondimento specifico, nel blog rispondo in via informale solo a domande di tipo generico. Nel suo caso una corretta risposta implica un approfondimento di natura professionale.

Andrea ha detto...

Ok - teniamoci sul vago: un bene strumentale pagato nel 2007 e ammortizzato per la prima quota nell'anno 2007 in che misura va imputato a costo nel 2008 per il regime dei minimi?
grazie!
andrea

Anonimo ha detto...

Egregio dottore non credo di aver capito....
Io rientro nei requisiti indicati ed abitualmente ad ogni fattura lascio il 20% di ritenuta di acconto ai miei clienti.
Se il forfettone prevede proprio una imposta del 20% e devo ancora togliere le spese al mio reddito, non devo andare sempre e comunque a credito ? Grazie
Sandro Galassi

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Andrea.
Nel suo caso sembrerebbe (uso il condizionale perché la normativa allo stato attuale presenta alcuni aspetti che lasciano adito a interpretazioni molteplici) che lei non possa detrarre più alcun costo.
Mi spiego meglio il regime dei minimi prevede la possibilità di dedurre i costi esclusivamente per cassa, pertanto non dovrebbe essere possibile ammortizzare i beni nel regime dei minimi.
La deduzione dei costi, in questo regime, infatti dovrebbe avvenire esclusivamente per cassa al momento dell'acquisto, che per lei è già passato .
Oltretutto dovrà riversare parte dell'Iva originariamente detratta (che forse potrebbe essere dedotta come costo)

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Sandro Galassi.
Mi dispiace deluderla, ma ha capito benissimo.
Per i professionisti il rischio di essere sempre a credito è concreto, per i motivi da lei esposti.

cecilia ha detto...

Egregio Dott.Tovani
sono un architetto neolaureata e nn ancora iscritta all'albo.
sto x aprire P.IVA e i tutti i miei colleghi mi hanno consigliato di aderire al regime agevolato per le nuove imprese.(sono sotto i 15000 euro annui)
ciononostante la mia commercialista sostiene che la soluzione migliore x me sarebbe il forfettone, in quanto, dice, nn ha alcuna spesa da sostenere e quindi da scaricare.
a me questo consiglio nn convince per niente.
lei cosa ne pensa? sono io in malafede??

cecilia ha detto...

Egregio Dott.Tovani
sono un architetto neolaureata e nn ancora iscritta all'albo.
sto x aprire P.IVA e i tutti i miei colleghi mi hanno consigliato di aderire al regime agevolato per le nuove imprese.(sono sotto i 15000 euro annui)
ciononostante la mia commercialista sostiene che la soluzione migliore x me sarebbe il forfettone, in quanto, dice, nn ha alcuna spesa da sostenere e quindi da scaricare.
a me questo consiglio nn convince per niente.
lei cosa ne pensa? sono io in malafede??

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Cecilia.
Nel suo caso ritengo che le convenga - avendone i requisiti - il "vecchio" regime delle nuove attività ex legge 388/2009 art. 13 (forfettino) con tassazione sostitutiva al 10%, non fosse altro che per il fatto di non dover subire la ritenuta d'acconto

valerio ha detto...

Buon giorno, innanzitutto grazie per i chiarimenti ricevuti.
A me stava a cuore il problema dell'autovettura e con la risposta a Luca sembra essere tutto chiaro. Quindi, se ho ben capito, per il valore si considera il 50% se promiscuo, per l'ammortamento il 25%, come era prima del resto, unica differenza che per il principio di cassa si detrae tutta la spesa nell'anno solare in corso. Un'ultima domanda, con il regime dei minimi, posso comprare un'autovettura da un privato e portarla in detrazione? Se si, il valore è quello indicato all'atto del passaggio di proprietà o devo fare una sorta di autofatturazione?
Grazie

Simone ha detto...

Buonasera, sono ingegnere appena iscritto all'Ordine, ho intenzione di intraprendere la libera professione; avendo i requisiti per far parte dei contribuenti minimi senza quindi aprire la P. IVA, come devo comportarmi con la cassa previdenziale, visto che l'iscrizione a Inarcassa presuppone il possesso di P. IVA?
Grazie per la cortese attenzione

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X valerio.
Il mio dubbio si riferisce proprio a quest'aspetto, sembrerebbe infatti che nel casi di acquisto di un automezzo (o di altro bene strumentale) si possa dedurre il 50% del costo sostenuto nell'anno in cui il costo è stato sostenuto, quindi scomparirebbero gli ammortamenti.

Può dedurre il costo dell'auto acquistata dal privato sulla base della stessa normativa prevista per il nuovo, il valore di riferimento sarà il prezzo di vendita risultante dall'atto di vendita e in contabilità inserirà l'atto di vendita.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Simone.
Il fatto di aderire al regime dei minimi e quindi di non applicare l'Iva in fattura non esime dall'apertura e dall'attribuzione della partita Iva.
Pertanto quando inizierà l'attività dovra aprire partita iva, indicando la scelta del regime dei minimi.

Anonimo ha detto...

Buongiorno, sono un lavoratore dipendente (12.000 euro/anno, part time), attualmente ho anche un contrato ex cocopro che frutta 28.000 euro/anno, su cui pago 1/3 della gestione separata INPS più il 37% di scaglione IRPEF.
Devo scegliere se aprire la partita IVA col nuovo regime dei minimi.

Quello che non mi è chiaro è se devo o no pagare la gestione separata dell'INPS (17%). Consulente e commercialista mi danno due versioni diverse, all'INPS NON MI SANNO RISPONDERE (;_))) ) ad oggi.
Il consulente mi dice che NON la devo pagare poichè il lavoro dipendente occupa la maggior parte del mio tempo e pago per quel lavoro già lauti contributi.

Non prevedo di comprare attrezzature, quindi non avrei molte cose da detrarre come costi - diciamo 1000 euro (l'auto è ad uso promiscuo, poi ci sono le spese di carburante e autostrada, circa 2000 euro/anno)... mi conviene il nuovo regime???

La ringrazio per la gentilezza, Marco

Luka99 ha detto...

Buongiorno Dott: Tovani,
Sono un grafico feelance con partita IVA dal 1996,
posseggo i requisiti per entrare nei contribuenti minimi (forfettone) e mi chiedevo dovento emettere la mia prima fattura del 2008 quale fosse il modo corretto di emetterla:
es:
100 + 4%
- rit ac20%
totale incassato 83,20

oppure:
100 +4%
totale incassato 104,00

grazie Luka99

Anonimo ha detto...

Buongiorno, vorrei qualche info.
Ho appena firnmato un contratto per un valore di 25.000,00 € comprensivi di iva.
e ho dovuto aprire P.I. perchè dovrei emettere fattura Dovrei rietrare perfettamente nel nuovo regime....Ma non riesco a capire effettivamente quanto mi resta netto dei 25.000,00. il mio commercialista non ha saputo darmi una risposta reale

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Luca 99.
Se sei un professionista (iscritto alla gestione speciale INPS) devi togliere la ritenuta:

100 +4%= 104
- ritenuta 20%
netto= 83,20

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Marco.
Di norma non vorrei rispondere a richieste troppo specifiche, che richiedono un approfondimento specifico o, come in questo caso, sono già trattate da altri professionisti.
Ad occhio e croce comunque il nuovo regime le dovrebbe convenire.

Anonimo ha detto...

Buonasera dottore.
Una domanda. chi ha guadagnato come dipendente e con l'ausilio di un co.co.co. nell'anno precedente piu' di 30000 euro senza avere mai aperto p iva puo'aprire una p.iva in aggiunta al lavoro dipendente con questo regime e fatturare meno di 30000 euro?
Grazie mille

Anonimo ha detto...

Buongiorno dottore.
sono un libero professionista che fattura prevalentemente ad altri titolari di partita iva. Ho acquistato l'automobile nel 2006 (meno di 15000 euro); questo m'impedisce di usufruire del regime dei minimi? Se così non fosse mi converrebbe lo stesso aderirvi? Grazie, mario

Anonimo ha detto...

le ritenute d'acconto vanno versate entro il 16 del mese successivo anche nel "regime dei contribuenti minimi"?o cambia qualcosa?

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Anonimo.
Lo svolgere cococo o lavoro subordinato non è motivo di esclusione dal regime dei minimi.
Per poter svolgere un'attività autonoma dovrà però ottenere il beneplacito del suo datore di lavoro e verificare che non sia in contrasto con quanto previsto fal contratto di cococo.

alex ha detto...

Buongiorno,vorrei sapere se e come devono essere detratti i carichi di famiglia nel regime dei minimi

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X MArio.
Lei può aderire tranquillamente al regime dei minimi, quanto ai profili di convenienza si legga i miei post sull'argomento, poi eventualmente mi può fare una domanda più circostanziata.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Anonimo.
Per le ritenute di acconto non cambia nulla.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Alex.
I carichi di famiglia si perdono se dispone del solo reddito soggetto al regime dei minimi.
Se invece dispone di altri redditi (di lavoro dipendente, di fabbricati, etcc.) li potrà detrarre da questi.

Anonimo ha detto...

Dottore una domanda.
so che situazioni particolari è difficile geestyirle tramite un forum ma sto sentendo molteplici opinioni da parte di suoi colleghi:

Mi spiego. fatturo 1000 - 20 %=800

su questi 800 quanto pago di inps ossia alla fine della fiera quanto mi rimane in tasca effettivamente.
Se può rispondermi con la sua solita competenza e cortesia la ringrazio anticipatamente

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Anonimo.
Ipotizando che lei sia iscritto alla gestione speciale Inps:
ricavi 1000
costi 0(ipotesi)
reddito lordo 1000
-inps(24,72%) 247,2
reddito tassabile 752,8
- imp. sost.20% 150,50
reddito disponibile 602,30

fedora ha detto...

Buongiorno avevo chiasto un'informazione, ma purtroppo non ho avuto risposta. Gentile Dr Tovani, le rifurmola la mia domanda.
Ho appena aperto P.I. come piccolo imprenditore x la gestione di database. Ho fimarto un contratto con un ente pubblico di 25.000,00 € annui comprensivi di IVA.
Vorrei sapere, se possibile, quanti di questi 25.000,00 € mi restino netti, cmq ho aderito al regime dei contribuenti minimi.
La ringrazio anticipatamente.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Fedora.
Anche per rispondere a domande di carattere generico ho bisogno di alcuni dati:
- aliquota iva applicata;
- regime previdenziale;
- tipo attività svolta: professionale o commerciale.

vincenzo ha detto...

Salve Dr. Tovani, sono un informatore parafarmaceutico e attualmente ho un contratto a progetto che mi scadrà il prossimo 31 marzo 2008....Cosa ne pensa di prospettare alla mia azienda come futuro contratto il Regime semplificato per contributi minimi fino a 28.000 euro (ultima finanziaria), al posto del classico contratto enasarco troppo oneroso per me....Inoltre, può spiegarmi brevemente se questo tipo di contratto ha un valore temporale come il contratto a progetto...
Distinti saluti

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Vincenzo.
Potrebbe anche convenirle, ma i dati che mi fornisce sono troppo pochi per fare delle valutazioni.
Il fatto di abbandonare la collaborazione a progetto per il regime dei minimi non le permetterebbe comunque di abbandonare l'Enasarco.
Il regime dei minimi non ha limiti temporali.

Anonimo ha detto...

Salve e complimenti per il sito. Sono Igienista dentale, a breve inizierei attività di collaborazione con fatturato previsto tra 6 e 9mila eu annui. Mi conviene p.iva con forfettino o contribuenti minimi? Grazie

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo.
Il forfettino è quasi sempre più conveniente del regime dei minimi.
Con il forfettino inoltre non è tenuto all'effettuazione dalla ritenuta d'acconto, contrariamente a quanto previsto per il regime dei minimi.

fedora ha detto...

salve e grazie per avermi risposto, l'aliquota applicata è l'iva al 20 %, in più mi occupo di elaborazione dati per un ente pubblico, per quanto riguarda il regime previndenziale, non saprei. dovrei informarmi dal mio commercialista, ma il problema è che e un po lento e non riesce a darmi tutte le risposte. Si figuri non mi ha nemmeno accennato minimamente al fatto che dovrei iscrivermi all'INPS....ma poi devo iscrivermi?Ho una confusione in merito...Spero potrà darmi qualche risposta lineare...Tante grazie.

Anonimo ha detto...

Salve chiedevo un'informazione: ho acquistato nel 2004 un'auto ad uso promiscuo che ho ammortizzato nei due anni successivi. Avendo acquistato prima dei tre anni devo considerare tale valore nella soglia dei 15.000 euro per l'acquisto dei beni strumentali? quali conseguenze ci sono. Grazie

alessandro ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
alessandro ha detto...

Buongiorno Dott. Tovani, non so quale sia il modo più esatto per porle delle domande, quindi mi scuso anticipatamente se le scrivo a questo indirizzo e se non fosse la via più corretta.
Leggevo pochi giorni fa il forum sul nuovo regime dei minimi.
Mi chiamo Alessandro, sono un ingegnere libero professionista che nel 2007 con l'apertura della partita iva ha optato per il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative ex art. 13 n° 388.
Volevo porle due quesiti:
Fermo restando che possiedo tutti i requisiti per poter accedere al regime dei minimi, ho un dubbio riguardo a :
- non essere socio di società di persone o di srl con opzione per la trasparenza;
- non essere associato in uno studio professionale;

Il mio dubbio è il seguente: motivo di esclusione è anche l'associazione temporanea tra professionisti finalizzata ad un singolo progetto?

Inoltre avendo già nel 2007 fatturato con iva, volevo chiederle se aderendo al nuovo regime dei minimi sono obbligato a pagare l'iva a debito nella dichiarazione del 2008, e contestualmente adempiere agli obblighi fiscali del 10% come aliquota sostitutiva irpef in sede di dichiarazione dei redditi 2007, oppure pagare direttamente il 20% come previsto nel forfettone.
Certo di una sua risposta, la ringrazio anticipatamente e le faccio le mie più sincere congratulazioni per la disponibilità mostrata nel forum.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Fedora.
Non rispondo a questioni già di competenza di altri professionisti, ma vista la perseveranza farò un'eccezione.
Preliminarmente è necessario capire se l'ente pubblico continuerà a pagargli i 25.000 Euro o toglierà l'Iva visto che ha aderito al regime dei minimi, ma per far questo bisognerebbe leggere il contratto e interpellare l'ente.

Ipotizzando che l'Ente le paghi il compenso senza Iva, considerando che si dovrà iscrivere alla Gestione commercianti dell'Inps con aliquota approssimativa del 20% o peggio ancora a quella dei professionisti senza cassa :

ricavi 20833
costi 0(ipotesi)
reddito lordo 20833
-inps(20%) 4166,00
reddito tassabile 16.666
- imp. sost.20% 3333,20
reddito disponibile 13333,8

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo.
Nessuna conseguenza, potrà però solo detrarre i costi eventuali di mantenimento, benzina e manutenzione.
Ritengo inoltre che dovrà restituire parte dell'iva detratta

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Alessandro.
Premesso che io rimarrei nel forfettino, perché è quasi sempre più conveniente.
L'associazione temporanea tra professionisti non dovrebbe costituire elemento di esclusione dal regime dei minimi, in quanto come causa escludente si fa riferimento ai redditi associati soggetti all'art. 5 del tuir.
Nel suo caso invece lei è rimasto completamente autonomo nell'espletamento della sua attività tanto che ha presentato il quadro Re del mod. Unico.
Per quanto riguarda l'anno d'imposta 2007, dovrà pagare l'Irpef e l'Iva secondo quanto previsto dal regime del forfettino e quindi irpef al 10% ed Iva da versare in sede di dichiarazione.

Luka99 ha detto...

Leggo solo ora la sua gentile risposta e la ringrazio
Luka99

Teodoro ha detto...

Gentile dott. Tovani,

sto aprendo in questi giorni una piccola attività (casa editrice), che prevedo fatturerà un massimo di 10-15mila euro annui. Mi è stato consigliato di aprire semplicemente una "ditta individuale".
Ho un unico dubbio: non mi è stato nemmeno menzionato il nuovo "regime dei minimi". Immagino sia perché le condizioni per le "nuove attività" (per i primi 3 anni) sono migliori...
Sarei molto lieto se mi potesse confermare questa cosa. La ringrazio in anticipo per l'enorme disponibilità dimostrata su questo sito.

Teodoro Paganelli

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Teodoro.
I motivi sono due: il primo è quello da lei accennato, il secondo è che le attività come la sua, soggette ad un regime iva speciale, sono escluse dal regime dei minimi.

Teodoro ha detto...

Grazie davvero per la risposta in tempi rapidissimi.
Saprebbe per caso lasciarmi un link (anche dalla Gazzetta Ufficiale) dove trovo esposte le condizioni del "regime iva speciale" per case editrici a cui si riferisce?
(Non è per caso l'art. 13, n. 388?)
Giusto per avere le idee chiare al riguardo.
Grazie mille e buon fine settimana.

Teodoro Paganelli

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

x Teodoro.
A memoria non ricordo bene, ma dovrebbe essere uno dei commi dell'art 74 del dpr 633/72

Maria Grazia ha detto...

Buonasera dr. Tovani, sono una lavoratrice dipendente di un ente locale (tempo pieno). Nel mio tempo libero ho la possibilità di fare qualche lavoro nel campo della comunicazione (editoria,giornalismo,grafica,web). In passato, per queste prestazioni ho operato con la ritenuta d'acconto e sono stata costretta ad aprire due diverse posizioni INPS (con il lavoro principale invece i contributi vanno versati all'INPDAP). Qualcuno mi ha suggerito di aprire una partita IVA con il nuovo regime dei minimi. E' compatibile con il lavoro di pubblico dipendente e soprattutto, mi conviene? In alternativa cosa scegliere? Devo ottenere un'autorizzazione dall'Ente? Se si, è una tantum o devo "rendicontare" di volta in volta ogni singolo incarico? Infine, è possibile far confluire i diversi contributi previdenziali versati di qua e di là presso il mio istituto principale? La ringrazio anticipatamente, nessuno mi ha saputo dare una risposta fin'ora!
Grazie ancora

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Maria Grazia.
Si pongono due problemi come lei ha già indicato:
1) la questione circa la compatibilità con il lavoro alle dipendenze della P.A.;
2) l'inquadramento fiscale-contributivo.

In merito alla prima questione occorre precisare che non esiste una normativa uguale per tutti gli Enti Pubblici, anche se
ritengo che non le sarà possibile aprire partita Iva in quanto il dipendente pubblico non può svolgere un'attività commerciale, ex 2195 del c.civile a meno che non richieda un part-time al 50%.
Diversa è invece la questione circa la possibilità di svolgere attività di natura occasionale per soggetti diversi dal suo datore di lavoro.
E' bene affrontare la questione con il proprio Ente e verificare come viene trattata la questione nella pratica e se esistono escamotage (non sempre questo è possibile per diverse ragioni, non ultima l'incompetenza di chi dovrebbe occuparsene).

Circa il secondo punto, è necessario preliminarmente verificare se la prestazione è qualificabile come occasionale e non professionale. In questo caso infatti non è necessario aprire P.iva e posizione Inps, ma basta rilasciare un ricevuta per la prestazione, con ritenuta del 20%, inserendo il reddito in dichiarazione nella categoria redditi diversi.

Anonimo ha detto...

Buongiorno, sono un pensionato che lavora come custode presso una ditta che mi paga in nero 500 euro al mese. E' possibile in qualche modo regolarizzare la mia posizione senza rinunciare alla pensione? Posso farmi pagare in ritenuta d'acconto? Se sì qual'è il limite che posso ricevere con questa modalità di pagamento?
Grazie

Anonimo ha detto...

Buonasera dottore.
Dal mese di marzo aprirò ex novo la P.IVA. aderendo al regime dei minimi.
Devo acquistare un auto costo 18.000 Euro.
Alcuni mi dicono che il 50 % ovvero 9000 Euro rappresentano un costo che posso dedurre dai ricavi, altri mi dicono che non posso assolutamente utilizzarla come costo.
Perdoni l'ignoranza e nel frattempo la ringrazia per la grande cortesia

Anonimo ha detto...

Dottore mi scusi non vorrei contraddirla ma in merito al discorso della sig.ra Maria Grazia (premetto che sono un dipenendente pubblico a tempo pieno) ho parlato e con i sindacati e con il mio dirigente. Entrambi mi hanno confermato la possibilità di aprire p.iva. previa autorizzazione e purchè l'ente abbia predisposto o stia predisponendo un regolamento per i lavori per le attività diverese e purche la cifra fattirata sia residuale rispetto a quanto percepito nell'ente.
Questa almeno era l'opinione delle persone da me sentite.
Grazie

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo pensionato.
Sì una qualche forma di regolarizzazione è possibile.
Circa la cumulabilità con la pensione dipende dal tipo di pensione da lei percepita, in generale le pensioni "agevolate" dallo Stato comportano una riduzione della pensione.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo.
Potrà dedurre 9000 euro il 50% dei corrispettivi pagati per l'acquisto dell'automezzo.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Anonimo - Incompatibilità pubblico impiego lavoro autonomo -

Non sono un avvocato amministrativista ma la norma sull'incompatibilità si ritrova nell'art. 53, comma 1 del D.Lgs. 30/3/2001 n. 165, la quale prevede che “resta ferma per tutti i dipendenti pubblici la disciplina delle incompatibilita' dettata dagli articoli 60 e seguenti del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3”.

Comunque se i suoi dirigenti sono d'accordo non ci sono problemi, perché sono loro che eventualmente potrebbero comminarle una sanzione disciplinare.

Anonimo ha detto...

Gentile Dott. Tovani,
sono un giovane libero professionista (Ingegnere) e da poco tempo ho aperto P.IVA aderendo al regime fiscale dei minimi. La fretta di poter iniziare la professione e la semplificazione negli adempimenti mi hanno portato ad effettuare la scelta di tale regime. Ho successivamente contattato un commercialista che,considerando che il mio reddito non supererà i 10.000 euro annui, mi ha vivamente criticato tale scelta, consigliandomi di cambiare regime fiscale. Ho chiesto all'agenzia delle entrate se fosse possibile cambiare regime fiscale (regime a tasso agevolato) e mi è stato risposto che non è possibile.... e che posso solo chiudere partita IVA e successivamente aprirla con il regime fiscale a me più conveniente. Le chiedo: secondo lei esiste un metodo meno complicato? nel caso non lo fosse posso incorrere in problemi fiscali?
MASSIMO

Anonimo ha detto...

Buongiorno, gent. Tovani chiederei cosa/quanto posso "scaricare" se aprendo per la prima volta p.iva aderisco al regime dei minimi, per es. spese sanitarie dei bambini, qualche materiale per l'attività, benzina, corsi aggiornamento, cellulare ecc, in una professione sanitaria (già esente iva) con fatt iniziale inferiore ai 9000 eu. Grazie

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Massimo.
Chiudere e riaprire l'attività scegliendo il regime delle nuove attività!?
Ho qualche perplessità sulla legittimità di tale operazione, si faccia assicurare dall'Agenzia delle Entrate che la cosa è possibile, perché uno dei requisiti per l'accesso al regime è quello di non aver già svolto la stessa attività nei tre anni precedenti.

Circa la questione posta, non conosco altri metodi, oltre a quello da lei citato.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo.

Potrà dedurre tutte le spese che rispettino il principio di inerenza dei costi ai ricavi conseguiti.
Quindi le spese per i bambini, no, le altre, sì, se ne dimostra l'inerenza.
Questo in linea di massima,per sapere invece come e quanto dedurre, deve conoscere la normativa.

Anonimo ha detto...

Dottore mi scusi una domanda:
Cerco di spiegarmi.
Se quest'anno ho 9000 € di costi
el'anno prossimo 1000, questi si cumulano nel senso che vado a 10000€ oppure ogni anno ricomincio da zero?

Spero di essermi fatto capire.
Grazie

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Anonimo -
Con il regime dei minimi la regola generale è quella di dedurre i costi per cassa, relativamente all'anno d'imposta nel quale si manifestano.
Ciò vuol dire che ogni anno "ricomincia da zero".

ANTONIO ha detto...

Buonasera dott. Tovani.
Sono un giovane architetto che ha deciso di aprire la partita Iva. Avevo pensato di aderire al regime del forfettone ma ho un dubbio:dovrei firmare un contratto di associazione in partecipazione con una impresa e il mio apporta sara di solo lavoro.Ciò costituisce un ostacolo all'entrata in questo regime?

Anonimo ha detto...

Dott Tovani riprendo l'argomento del dipendente pubblico.
lavoro in un ente locale.
Lei non è un avvocato ma è persona seria e competente.
il mio dirigente con il quale collaboro da anni ha elaborato un regolamento per le attività extra lavorative, mi dice che mi autorizza a fare lavori extra e di aprire partita iva aderendo al "forfettone".
La mia domanda: ma se anche dirigente mi firma autorizzazione, rischio qualcosa ? Grazie

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X antonio.
E' necessario preliminarmente capire che tipo di attività andrebbe a svolgere con l'associazione in partecipazione.

1)Se l'attività svolta nell'associazione in partecipazione è inerente alla professione di architetto, la stessa verrebbe assorbita dall'attività professionale.
In questo caso si creerebbe però un ulteriore problema, in quanto l'associazione in partecipazione non prevista è nel caso di attività professionali, pertanto dovrebbe cambiare tipologia contrattuale.

2) Se invece l'attività fosse estranea a quella di architetto, in teoria non ci dovrebbero essere problemi, occorre tuttavia verificare se l'ordinamento proprio degli architetti prevede cause di incompatibilità con queste forme giuridiche.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

Anonimo.
Se il suo dirigente l'autorizza a svolgere lavori extra, aprendo partita iva, secondo me non rischia nulla.
Da un punto di vista fiscale, infatti, non ci sono problemi,così come sotto l'aspetto contributivo, anche se sarà obbligato ad aprire una posizione all'Inps.
Le uniche perplessità - che per me rimangono - sono quelle dell'incompatibilità, ma se il suo datore di lavoro è d'accordo, non vedo particolari pericoli.
Nella peggiore delle ipotesi potrà revocarle l'autorizzazione, ma non potrà sanzionarla visto che l'ha autorizzata in precedenza.

Antonio ha detto...

Mi scusi dott. Tovani,sono ancora Antonio. il giovane architetto ;mi permetto di rubarle per un altro attimo la sua attenzione e al contempo di essere piu' chiaro.Nella sua cortese risposta lei ha fotografato con estrema precisione la mia posizione.L'attività che porrei in essere dopo la firma del contratto di associazione in partecipazione rientra nella mia professione di architetto, tant'e' che essa verrà ricompresa nella mia attività professionale. Per le mie prestazione emettero' regolare fattura.Preciso che il contratto di partecipazione dovrebbe essere stipulato con una società in nome collettivo per la quale dovrei seguire una determinata tipologia di progetti.
Il consulente tributario della società ha già redatto la bozza del contratto che sarà regolarmente registrata.
Alla luce di quanto detto, del fatto che emettero' fattura per i compensi percepiti, che non ho partecipazioni in studi o societa' professionali secondo lei posso aderire al regime dei contribuenti minimi oppur no?

Anonimo ha detto...

Ho scelto di fare il consulente informatico, quindi il professionista e ho aderito al regime dei minimi. Posso anche, eccezionalmente, acquistare e rivendere hardware/software ?
Come va impostata in questo caso la fattura ?
Qual'è la perentuale che devo corispondere all'inps ?
Non sono iscritto a nessun albo.
Ringranzio e complimenti per la professionalità.
a.s.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X antonio.
Ritengo che lei possa tranquillamente accedere al regime, in quanto, pur operando come associato in partecipazione, la sua opera risulta resa con carattere di autonomia e indipendenza, da un punto di vista operativo, contabile e fiscale.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo consulente informatico.
In casi sporadici può acquistare e rivendere software, senza alcun problema.
L'effettuazione di un numero limitato di operazioni commerciali, infatti, non modifica il suo inquadramento fiscale e contributivo.
Nel caso le operazioni di carattere commerciale dovessero essere più consistenti le consiglio di contattare la sede Inps per sentire come la pensano (la questione è un po' lunga da sintetizzare in un blog, ma forse potrebbe convenirle l'inquadratura nella sezione commercianti dell'Inps, invece che in quella dei professionisti con cassa autonoma)

In qualità di consulente informatico lei comunqe dovrebbe essersi già iscritto alla Gestione speciale Inps, che prevede un'aliquota contributiva del 24,72% di cui il 4% è solo l'acconto.

ESEMPIO FATTURA
Compenso lordo---1.000,00 euro
+ rivalsa Inps 4%---40,00 euro
Iva: operazione effettuata ai sensi dell'articolo 1 comma 100 legge finanziaria 2008 (regime dei minimi)

TOTALE -------1.040,00 euro

– rit. d’acc. 20% su 1.040,00--------208,00 euro

NETTO DA PAGARE -832,00 euro


* le faccio notare che nel suo caso, essendo iscritto all'Inps, la ritenuta deve essere calcolata sul valore di 1000 + la rivalsa inps del 4%, quindi la ritenuta sarà di 208,00.
La ritenuta calcolata solo sul valore della prestazione, 1000, la possono fare i professionisti iscritti a casse autonome come commercialisti, avvocati, etcc.

Anonimo ha detto...

Sono ancora anonimo consulente informatico. Intanto non mi aspettavo tale celerità e tanta chiarezza !
Mi chiedo se Gestione Speciale Inps con Gestione Separata (come da modulo in mio possesso) sono la stessa cosa.
Inoltre, mi perdoni se approfitto, se, mia mg lavora come dipendente, Io a fine anno, sulla dichiarazione dei redditi, ho diritto alle detrazioni per i familiari a carico (figli) ?
Tenuto conto della mia adesione al 'forfettone' ?
Ringrazio ancora e buon lavoro !

alex72 ha detto...

buongiorno, sono un professionista che utilizza la propria abitazione principale per lo svolgimento dell'attività. Mi chiedevo se per l'accesso al regime dei minimi devo considerare come limite dei beni strumentali il 50% del costo d'acquisto dell'immobile.
Devo cioè considerare l'abitazione principale come un bene strumentale ad uso promiscuo?

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo consulente informatico.
Gestione Speciale Inps con Gestione Separata sono la stessa cosa.
Lei non perde il diritto alla detrazione per familiari a carico, ma può detrarre questi oneri solo da altri redditi presenti in dichiarazione (redditi di locazione, redditi di lavoro dipendente, etcc..), non può invece detrarli dal reddito soggetto al regime dei minimi.
Quindi se ha solo il reddito derivante dal regime dei minimi, di fatto, perde la possibilità di detrarre i familiari a carico.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Alex72.
L'abitazione utilizzata promiscuamente per la propria attività non deve essere considerata nella determinazione dei beni strumentali ai fini dell'accesso al regime dei minimi. Vedi anche quanto affermato in analogia per l'auto dalla circolare 7/E del 2008.

Anonimo ha detto...

Gentile Dott. Tovani
sono un giovane architetto che da tre anni usufruisce del regime iva agevolato.Quest'anno mi trovo a scegliere tra regime dei minime e regime ordinario.Guadagno 12.000/15.000 euro l'anno,le spese inerenti l'attività non sono molte circa 1500 euro l'anno e anche l'iva deducibile è poca (circa300-400 euro).il mio commercialista mi ha sconsigliato di aderire al regime dei minimi.lei cosa ne pensa?
grazie mille

Anonimo ha detto...

Gentilissimo dottor Tovani, nonostante le sue risposte su questo forum ho ancora un dubbio, rientro nel regime dei minimi, nel 2007 utilizzavo il regime agevolato, avvalendomi dell'assistenza del tutor dell'agenzia delle entrate e inviando i dati telematicamente con i software messi a disposizione sempre dall'agenzia.
poichè il 2007 risulta il terzo anno
sono costretto mio malgrado a cambiare regime di contabilità.
Vorrei utilizzare il regime dei minimi, ma ho un dubbio, avendo acquistato una autovettura di circa 9000 compresa iva, adesso nella dichiarazione iva pagando regolarmente l'iva a debito posso detrarre l'iva relativa all'acquisto della macchina e l'iva relativa ad una manutenzione che nello stesso anno ho dovuto effettuare?
se così non fosse mi conviene veramente far parte del regime dei minimi?
il mio reddito è di circa 10.000 15.000 €

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo architetto.
Di norma non rispondo a richieste che richiedono un approfondimento specifico o che, come in questo caso, sono già trattate da altri professionisti.
Se ha letto i miei interventi avrà comunque capito come la penso.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Anonimo.
Ma quando l'ha acquistata la macchina?
Se la vettura è già stata contabilizzata negli anni precedenti ed ha detratto l'Iva, rischia, accedendo al regime dei minimi, di dovere rifondere parte dell'Iva detratta.
Se invece non l'ha ancora acquistata ed intende accedere al regime dei minimi non potrà detrarre l'Iva, ma tutt'al più - se non supera i limiti previsti dal regime contabile - dedurre il corrispettivo pagato compresivo di 'Iva al 50%.

Anonimo ha detto...

Gentilissimo dottor Tovani, sono l'architetto:
HO acquistato la macchina a marzo 2007, ho inviato i dati telematicamente tramite l'agenzia delle entrate, avvalendomi del regime agevolato, pertanto non ho effettuato le liquidazioni trimestrali, dovrei effettuare la liquidazione annuale adesso a marzo.
Quindi mi pare di capire che devo pagare tutta l'iva a debito delle fatture emesse nel 2007, ma non posso detrarre l'iva dell'acquisto della macchina, così come l'iva per una manutenzione ordinaria effettuata per la stessa sempre nel 2007.

Guido ha detto...

salve Dott. Tovani
il limite dei 30.000 euro è comprensivo della rivalsa INPS oppure no, della r.a. oppure no.
mi spiego se emetto 12 fatture tipo questa

2.500 € compenso
100 € rivalsa inps 4%
2.600 € totale
500 € R.A.
2.100 € incasso

a fine anno verranno considerati compensi per
30.000 € solo compenso
31.200 € compenso + rivalsa inps
25.200 € incasso

grazie e scusi il disturbo

Anonimo ha detto...

Buongiorno Dott. Tovani avrei da porle da due domande:
1)ho ricevuto un incarico professionale il cui compenso è pari a "3000 euro iva ed oneri previdenziali inclusi".col regime dei minimi come dovrò fare la fattura?
3000-ritenuta acconto
oppure
2500-ritenuta acconto?

2)è vero che chi aderisce al regime dei minimi deve ridare l'iva sui beni strumentali acquistati nel triennio precedente?

grazie
Teresa

Anonimo ha detto...

Buonasera!
un professionista con il regime del margine art 14 legge 388/2000 può dedurre i costi relativi al suo
automezzo (manutenzioni, cc, pedaggi) senza aver effettuato il passaggio del bene da sfera privata
a sfera professionale?
grazie

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X architetto tutorato dall'Agenzia delle Entrate.

L'Iva sull'autovettura acquistata nel 2007, e sulle manutenzioni, è detraibile al 40%.

Se aderisce al regime dei minimi parte della stessa dovrà essere restituita (ammesso che l'abbia detratta).

Circa le modalità senta cosa le dicono all'Agenzia delle Entrate, non conosco il funzionamento del tutoraggio con invio telematico dei dati.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Guido.

La risposta giusta è la n.2, l'imponibile Irpef dell'attività è 31.200 Euro.

La rivalsa Inps, costituisce infatti reddito.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

x Teresa.
1) se è un privato, può provare a richiedere 3000 di compensi, se fosse un'azienda come presumo, visto che mi parla di ritenuta d'acconto, penso si dovrà accontentare di 2500 (perché se fatturasse 3000 aumenterebbe il costo reale a carico dell'azienda di 500 euro)


2) Sì è vero dovrà restituire parte dell'Iva detratta

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo.

L'art. 14 della legge 388/2000 istituisce il regime delle attività marginali e non il regime del margine che è tutt'altra cosa.

Il regime in oggetto è stato abolito con effetto dall'anno d'imposta 2008.

Può dedurre i costi di manutenzione ed i pedaggi, le aliquote di detrazione variano dal 40% al 100% a secondo dell'attività svolta.

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti,
sono dipendente e faccio prestazioni occasionali, ora le 5.000 Euro annue mi stanno strette e vorrei aprire la P.IVA:
1) ho un’auto usata che posso comprare con fattura, la posso scaricare al 50% ?
2) quando vado al distributore devo compilare la scheda carburante o basta lo scontrino ?
3) visto che comprero’ l’auto usata, a maggio faro’ l’UNICO, non cumulando i redditi come dipendente, ma visto che andro’ sicuramente a credito, come mi avvantaggiero’ del credito ? In che modo lo posso usare se nelle fatture devo sempre mettere il 20% di ritenuta ? Oppure per le prime fatture dell’anno seguente metto una ritenuta inferiore ?
Grazie. Salvatore.

Anonimo ha detto...

ARCHITETTO: GENTILISSIMO DOTTOR TOVANI. LA RINGRAZIO TANTO PER LE RISPOSTE CHE MI STà DANDO, SCUSI SE PROSEGUO...
MA VISTO CHE MI HA SCRITTO IN RIFERIMENTO ALL'IVA SULL'AUTOVETTURA " Se aderisce al regime dei minimi parte della stessa dovrà essere restituita (ammesso che l'abbia detratta)".

MI DICE CHE UNA "PARTE" DEVE ESSERE RESTITUITA, QUINDI SE OSSERVO QUESTA AFFERMAZIONE IN MODO SPECULARE NON AVENDO ANCORA DETRATTO NIENTE... UNA PICCOLA PARTE DI COMPETENZA POSSO DETRARLA NELLA LIQUIDAZIONE ANNUALE. LA PARTE DI COMPETENZA DELL'ANNO 2007.
CHE NON SAPREI COME QUANTIFICARE...


MEDESIMO COMPORTAMENTO PER IL COSTO DA PORTARE IN AMMORTAMENTO, ALMENO LA QUOTA DI AMMORTAMENTO DEL 2007 POSSO IMPUTARLA?

DI NUOVO LA RINGRAZIO.

Anonimo ha detto...

Buonasera Dott. Tovani,
purtroppo mi sono accorto di avere emesso 3 fatture da inizio anno senza mettere la ritenuta d'acconto visto che rientro nel regime dei minimi. Come si può fare?
la ringrazio
a proposito come mai posso dedurre i costi relativi all'auto senza aver inserito la stessa nel registro iva acquisti?
la ringrazio nuovamente
Stefano da Padova

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Salvatore.

"1) ho un’auto usata che posso comprare con fattura, la posso scaricare al 50% ?"
- Con il regime dei minimi sì, se rientra nei limiti previsti dalla normativa

2) quando vado al distributore devo compilare la scheda carburante o basta lo scontrino ?
- Scheda carburante

3) visto che comprero’ l’auto usata, a maggio faro’ l’UNICO, non cumulando i redditi come dipendente, ma visto che andro’ sicuramente a credito, come mi avvantaggiero’ del credito ? In che modo lo posso usare se nelle fatture devo sempre mettere il 20% di ritenuta ? Oppure per le prime fatture dell’anno seguente metto una ritenuta inferiore ?
- Niente di tutto questo, non è consentito. Se dal modello Unico risulta a credito, o ci compensa qualche tributo, ad esempio l'Ici, o lo chiede a rimborso.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

x Architetto.

La risposta è sì a tutte e due le domande: potrà detrarre la quota/parte del'iVa relativa al 2007 e ammortizzare il bene per la quota di competenza del 2007.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Stefano da padova.

Circa le fatture senza ritenuta può procedere con un ravvedimento operoso.

Per quanto riguarda l'auto la inserisce ora nel registro dei beni ammortizzabili o nel registro Iva acquisti, specificando che si tratta di auto personale utilizzata anche per fini aziendali.
In questa maniera potrà perlomeno dedurre i costi inerenti l'uso dell'autovettura, benzina, manutenzioni, bollo auto, assicurazione, al 50% come previsto dal regime dei minimi.

Anonimo ha detto...

Salve Dott. Tovani mi occupo di sviluppo siti web ed ho aderito al forfettone. Ultimamente stavo pensando di farmi aiutare in maniera occasionale da un grafico nel disegno delle pagine web. Volevo sapere non avendo questa persona partita iva:
Posso pagarlo con ritenuta d’acconto?
Se si posso detrarmi questa spesa di collaborazione?

La ringrazio in anticipo per la sua risposta

smart ha detto...

Salve,
ho passato l'intera giornata a leggere documenti e commenti sui regimi fiscali. Come temevo non mi hanno appassionato e mi sembra di capire che ci siano molte incongruenze.
Quello che non capisco del regime dei minimi è: se mi dovesse capitare di aver bisogno di una collaborazione, come la pago senza contravvenire all'articolo che dice che non si possono avere dipendenti (ok) o lavoratori a progetto?

grazie in anticipo

Anonimo ha detto...

ho emesso 3 fatture senza ritenuta visto che credevo che il regime attività marginali esistesse ancora (!!!).
Ora procedo con il ravvedimento operoso, praticamente che succede sono io che verso la ritenuta? al mio cliente nn devo dire niente?
la ringrazio Dott. Tovani per tuute le info
Stefano

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo sviluppatore di siti Web.
Se si tratta di prestazione occasionale aventi le seguenti caratteristiche: durata inferiore di 30 gg e importo inferiore a 5000,00 euro, potrà saldare la prestazione con una normale ricevuta nella quale gli importi corrisposti saranno assoggettati a ritenuta d'acconto del 20%.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo -
Nel caso in cui un soggetto che ha aderito al regime dei minimi sostenga spese per lavoro dipendente, di cococo, etc.. non commette alcuna violazione sanzionabile, perde soltanto i requisiti richiesti per poter adottare il regime.
Questo vuol dire che l'hanno successivo dovrà abbandonare il regime dei minimi e tornerà al normale regime fiscale.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X stefano.
Potrebbe fare così:
contatta i clienti comunica l'errore compiuto e l'intenzione porre rimedio versando lei stesso la ritenuta.
Ricompila quindi le fatture inserendo la ritenuta e le spedisce ai clienti affinché le sostituiscano con le copie errate.

Anonimo ha detto...

Grazie Dott. Tovani, ultima cosa spero di nn sembrare impiccione ma sono preoccupato.
Il ravvedimento lo faccio quindi a nome mio?
nel senso,
il mio cliente mi ha pagato per intero e se rifaccio fattura con ritenuta dovrà essere lui stesso a versarla?
grazie

antonio ha detto...

Buongiorno Dott. Tovani , sono un artigiano e sto aderendo al forfettone fiscale , ho una s.a.s che esiste solo sulla carta , è iscritta alla camera di commercio , ma nn opera da diversi anni, infatti nn ho utili e a breve verrà chiusa , il mio commercialista mi ha fatto aderire lo stesso a questo regime , ma secondo Lei ci sono itermini per una mia esclusione ?? O il perchè la società nn è attiva posso aderire lo stesso , grazie in anticipo per la sua risposta , Antonio.

Anonimo ha detto...

Sono un lavoratore dipendente che percepisce un reddito lordo di circa 23000Euro, ai quali si aggiunge un assegno di invalidità di circa 3500Euro lordi e circa 6000Euro di indennità lordi per carica istituzionale.
Mi si offre la possibilità di prestare consulenze di carattere tecnico con un ricavo certamente inferiore ai 300000 Euro.
Quale può essere il modo più conveniente per farmi pagare?

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X stefano.
Il mod. f24 deve essere compilato come se ad eseguirlo fosse il cliente.
Tuttavia con l'invio telematico potrebbero sorgere dei problemi per l'incongruenza tra titolare del conto e intestatario del mod. f24, forse è meglio se demanda tutto al cliente, facendo versare l'f24 con il ravvedimento al cliente e rimborsandolo.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Antonio.
Nutro le sue stesse perplessità, la norma mi sembra impedisca tout-court l'accesso al regime dei minimi a chi è titolare di partecipazioni societarie, anche se a logica - da un punto di vista sostanziale - il ragionamento del suo consulente è corretto.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

x anonimo lavoratore dipendente.
Le possibili alternative sono molte per poterle valutare adeguatamente occorrerebbe analizzare nello specifico l'attività che intende svolgere.
In linea di massima:
- se la prestazione è isolata può valutare se rientra tra le cosiddette prestazioni occasionali (in questo caso non deve aprire p. Iva);
- altrimenti, se l'attività è qualificabile come abituale, potrebbe optare per il regime dei minimi, che data la sua situazione risulta piuttosto interessante.

Anonimo ha detto...

Tra poco devo ricevere un pagamento per una prestazione occasionale di 30 giorni di 2000 euro. Ho accettato di essere pagato in ritenuta d'acconto, quindi con una trattenuta del 20%. Una domanda: i 2000 euro sono senza iva,quindi devo ricevere un pagamento 2000-20% oppure 2000+IVA-20%??
Seconda domanda: avendo svolto un'attività di trenta giorni per 2000 euro, nell'anno solare 2008 posso essere ancora pagato in ritenuta d'acconto, anche se da altri committenti??Mi spiego: i limiti di trenta giorni e 5000 euro si riferiscono a una sola attività o all'insieme di attività che uno può svolgere in un anno??
grazie

alberto ha detto...

Sono il lav. dipendente con assegno di invalidità e indennità istituzionale.L' attivita di consulenza consiste nella realizzazione di disegni costruttivi, quindi di progettista meccanico.Sono all' inizio del rapporto con un' azienda, quindi non so se sarà abituale o occasionale. Se fosse occasionale quanto posso fatturare annualmente? la cifra è comprensiva degli oneri (iva, inps, ecc)?

Fabio ha detto...

Salve.
Spiego la mia situazione: nel 2007 apro partita iva con regime agevolato per le nuove attività.
Da maggio 2007 emetto fattura di 1200 euro (totale imponibile = 1000 + IVA 20% = 200).
Volevo sapere se mi conviene rimanere nel regime agevolato per le nuove attività oppure passare al regime dei minimi?
Grazie

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo.
1) Trattandosi di prestazione occasionale, non essendo quindi soggetto ad Iva, deve ricevere 2000-20%= 1600
2)La risposta è positiva può svolgere più prestazioni occasionali se i committenti sono diversi, con una precisazione :
- nel caso svolga più prestazioni occasionali nel corso dell'anno, è possibile ipotizzare che queste in realtà non siano occasionali, ma continuative e svolte in maniera organizzata. In tal caso deve aprire p.iva (la situazione deve essere quindi vagliata caso per caso).

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X alberto.
Per rimanere nel regime delle prestazioni occasionali, esenti da contributi e da Iva deve limitare le gli emolumenti entro i 5000,00 Euro annui.
Se dovesse superare i 5000,00 euro analizzerà la situazione con più attenzione, vagliando la possibilità di aprire un posizione Iva.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Fabio.
Le conviene rimanere dov'è, l'unico aspetto che potrebbe indurla a cambiare regime è l'esonero dagli studi di settore previsto per chi aderisce al regime dei minimi.
Quindi solo nel caso si paventasse una probabile incongruità dello studio di settore prenderei in considerazione quest'opportunità.

Anonimo ha detto...

Ringraziandola anticipatamente per la sua gentile disponibilità le sottopongo il mio quesito: vorrei impartire lezioni private di musica nel mio studio ma presupponendo che i guadagni saranno sicuramente molto limitati non ho ancora deciso a quale regime fiscale aderire.Se dovessi scegliere il "forfettone",con introiti inferiori ai 5000 euro,dovrei comunque iscrivermi anche all'imps?... se così fosse i contributi sono anche da pagare in caso di reddito 0? Ci sono comunque spese da sostenere per l'attivazione o la cessazione delle suddette pratiche? Grazie.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo.
Ma lei attualmente che attività svolge?

Anonimo ha detto...

Sono prossimo ad ultimare gli studi al Conservatorio.Quindi attualmente non ho occupazione. Grazie.

Anna ha detto...

Gent.mo dott. Tovani,
anche se la domanda non è afferente all'argomento del regime dei contribuenti minimi le chiedo di aiutare a capire la mia attuale situazione.
le spiego.Sono una dottoressa, residente in Campania, specializzanda.Tale status mi porta a percepire mensilmente una " Borsa di studio non imponibile fiscalmente".La domanda che desidero rivolgerLe è la seguente:posso essere considerata come familiare a carico? Può mio padre fruire delle detrazioni per familiare a carico?
La ringrazio per la cortesia e le auguro una buona serata.

Anonimo ha detto...

Gent. dott Tovani, acquisti in beni strumentali < ai 15.000,00 Euro nei 3 anni precedenti è un dei requisiti, ma una volta entrati, annualmente c'è sempre il limite dei 15mila per acquisto beni strumentali?

Anonimo ha detto...

Sinceri auguri di buona Pasqua a Lei dott. Tovani

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Dott.ssa Anna.
Può essere considerata familiare a carico.
I redditi esenti non vanno computati nel limite di reddito previsto per essere considerati come familiare a carico.

Ecco quanto riportato nelle istruzioni del mod Unico : "Ai fini della determinazione del plafond dei 2.840,51 si considerano tutti i redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo ad eccezione di: redditi soggetti a tassazione separata; redditi soggetti ad imposta sostitutiva; redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta; redditi esenti da Irpef"

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Musicista.
Per il momento, visto l'occasionalità dell'impegno, mi limiterei a consegnare una semplice ricevuta per la prestazione, da riportare successivamente nella dichiarazione dei redditi, come prestazione occasionale.
Nel caso l'attività dovesse prendere una piega più consistente, in termini di compensi ed impegno, potrà valutare un diverso inquadramento.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Anonimo.
Sì, il limite dei 15000 Euro persiste come condizione anche dopo l'accesso al regime e deve essere verificato ad inizio d'anno (tutti gli anni), facendo riferimento ai tre anni precedenti.

Anonimo ha detto...

Buongiorno,
nel 2007 ho emesso fatture per un totale imponibile di 35.075 euro, ma ne ho incassati 19.925. Rientro nel regime dei minimi?
Supponiamo che la risposta sia SI (sul sito dell'agenzia delle entrate, tra i requisiti non si parla di fatturato, ma di ricavo).
I 15.000 euro che non ho incassato nel 2007, presumibilmente li incasserò nel 2008 (quindi andranno ad aumentare i miei ricavi del 2008)... in questo modo si potrebbe configuare il caso in cui il mio ricavato del 2008 supererebbe i 45.000. Se ciò dovesse succedere, dovrei versare il 20% di ciascuna fattura del 2008 (che, emesse con il regime dei minimi, sarebbero senza IVA)? Grazie perla risposta e mi scusi se mi sono un po' "ingarbugliata". Francesca

Anonimo ha detto...

Buonasera dott.Tovani e mille grazie per questo spazio. Se acquisto un computer e il cellulare che userei prevalentemente per l'attività, costano circa 900 eu e 250eu, posso scalare i 1150eu dal ricavato?

Anonimo ha detto...

Salve, sono lavoratore dipendente ed ho una mia attività, aderendo al regime dei minimi, posso presentare il 730 relativo al lavoro da dipendente per scaricare gli interessi del mutuo e per le detrazioni di famiglia? e per quanto riguarda le ritenute d'acconto sulle mie fatture emesse posso chiederne il rimborso?presentando quale dichiarazione?Grazie.

Anonimo ha detto...

Da quest'anno ho intrapreso l'attività di libero professionista, aderendo al forfettone. Ho un' auto da ca 6 anni. Come va inserita tra i beni ammortizzabili ? Con valore zero, rilevando poi eventuali fatture di manutenzione o assicurazione ecc. al 50% ?
Grazie in anticipo.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X francesca.
La soglia dei 30.000,00 Euro deve intendersi come limite di ricavi, da computarsi per cassa se professionista, per competenza se impresa.
Se lei è una professionista può quindi rientrare nel regime, cosa per altro le sconsiglio categoricamente visto che rischia di superare la soglia dei 45.000,00 Euro nel 2008.
Nel qual caso dovrà riprocedere ex-novo al calcolo delle imposte, non ricavando alcun vantaggio.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X lavoratore dipendente.
Svolgendo un'attività autonoma dovrà presentare il modello Unico e non il 730.
Nel suo caso - in considerazione del fatto che già possiede redditi - pur scegliendo il regime dei minimi potrà detrarre gli interessi per il mutuo e gli oneri di famiglia, potendo inoltre compensare l'eventuale credito d'imposta che scaturisce dal regime dei minimi.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Libero professionista.
Inserisca l'auto nel registro beni ammortizzabili come bene in uso (o comodato) senza indicare costi di acquisto o valore residuo.
Deduca poi le spese relative all'automezzo nella maniera da lei indicata.

Anonimo ha detto...

La ringrazio per la risposta.
Francesca

Anonimo ha detto...

Mi permetto di riproporLe la domanda: Buonasera dott.Tovani e mille grazie per questo spazio. Se acquisto un computer e il cellulare che userei prevalentemente per l'attività, costano circa 900 eu e 250eu, aderendo al regime dei minimi, posso scalare i 1150eu dal ricavato?

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo.
Se è in grado di dimostrare che il bene è utilizzato esclusivamente, o quasi, per l'attività professionale li può detrarre al 100% nell'anno in cui sostiene il costo.

Se il bene fosse utilizzato in maniera promiscua lo può invece detrarre al 50%.

E' una valutazione che va fatta caso per caso sulla base di questi due parametri.

Se mi dice che attività svolge e di quali beni già dispone potrò essere più chiaro e dirle come la penso.

Anonimo ha detto...

Buongiorno,
ho aperto partita iva questo febbraio e dovrei svolgere attività di consulenza, anche se finora sono ancora agli inizi e non ho ancora un incarico di lavoro.
Ho pensato di aderire al regime dei minimi per le semplificazioni che presentava, ma dai post letti in questo blog ho un dubbio: mi conviene rimanere in questo regime, oppure passare (se possibile) a quello per le nuove attività?
Grazie, Andrea

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