lunedì 28 gennaio 2008

Fattura regime dei minimi, esempio

Molte persone che intendono aderire al regime dei minimi mi chiedono indicazioni su come deve essere redatta una fattura, ecco un esempio relativo a professionista con Cassa autonoma e rivalsa del contributo integrativo tipo Ingegnere, Avvocato, Geometra.
Nel caso di professionista iscritto alla gestione speciale Inps cambia l'importo della ritenuta, che si deve calcolare sul valore della prestazione più la rivalsa Inps:

Dott. …………………………………..Via …………………………………….
CAP ……… Città ……………………
Codice fiscale ………………………..
Partita IVA ……………………………
Spett.le ……………………...
Fattura del ………… n. …….
Data ………………

OGGETTO: ………………………………………………

Compenso lordo------------------------------------------------------------- 1.000,00 euro
+ Contributo integrativo 2% Cassa di previdenza ---------------------------20,00 euro
Iva: operazione effettuata ai sensi dell'articolo 1 comma 100
legge finanziaria 2008 (regime dei minimi)


TOTALE ----------------------------------------------------------------------1.020,00 euro
– ritenuta d’acconto 20% su 1.000,00--------------------------------------- 200,00 euro
NETTO DA PAGARE --------------------------------------------------------- 820,00 euro

300 commenti:

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Anonimo ha detto...

Ma perchè metti l'Iva nel calcolo?

Anonimo ha detto...

Già non dovrebbe essere cosi?

Prestazione € 1000.00
Cassa di Previdenza (es. Inarcassa..) 2% --> € 20.00
________

Imponibile € 1020.00
- Ritenuta d'acconto € 200.00
__________

Netto a pagare € 820.00
===========

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

Avete perfettamente ragione, non avevo ricontrollato le somme.
Correggo subito

Anonimo ha detto...

ALLA FATTURA BISOGNA APPLICARE UNA MARCA DA BOLLO DI €. 1,81??

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

Se la fattura supera i 77,47 euro sì, in misura fissa di 1,81 euro

Anonimo ha detto...

Egr. Dott.
sono un giovane avvocato, aprirò a breve la partita iva per fatturare inizialmente solo la somma di € 1.200,00 (nette)che percepirò dal mio dominus. Quale regime secondo lei sarebbe più conveniente applicare?
Ed inoltre: applicando il regime dei minimi non è possibile detrarre alcun costo sostenuto per l'acquisto ad es. di libri, p.c. ecc?
La ringrazio.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

Io le consiglio di avviare l'attività professionale con il regime delle nuove attività.
Non è solo una questione di convenienza economica (il regime delle nuove attività è quasi sempre più conveniente), ma anche di snellezza procedurale perché, in questa maniera, eviterà di subire la ritenuta d'acconto sulle parcelle emesse.
Nel regime dei minimi può dedurre tutti i costi relativi all'attività sulla base del principio di inerenza de costi ai ricavi, non potrà invece detrarre l'Iva (che si sommerà al costo del bene).

Anonimo ha detto...

buongiorno. ho appena aperto partita iva regimi minimi. sono un odontoiatra. non ho capito nulla sulla fattura e le correzioni. si potrebbe avere un nuovo esempio?

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

x odontoiatra.

Chi esercita un'attività medica o paramedica deve redigere la fattura in maniera diversa da quanto indicato nel post originario (provvederò ad aggiornare il post specificando meglio).

La ricevuta da emettere ad un privato nel caso, di adesione al regime dei minimi, sarà all'incirca così:

Dott. Mario Rossi –
Via xxxxx, 1
P.IVA xxxxx – C.F. xxx

Ricevuta n. 4 del 30/07/2008

Descrizione prestazione:
XXXXXXXXXX XXXXXX


operazione effettuata ai sensi dell'articolo 1 comma 100 legge finanziaria 2008 (regime dei minimi)

Totale ricevuta € 400,00


[Marca da Bollo da 1,81 su parcelle superiori a 77,47 Euro ]

Anonimo ha detto...

Egr. Dott. Tovani
sono un 'amministratore di condominio inserito nel regime dei minimi ed iscritto alla gestione separata dell'Inps in qualità di professionista.
Non ho quindi una cassa professionale per la mia attività. Vorrei una conferma per il calcolo della ritenuta d'acconto.
Devo calcolarla sul totale (compenso + rivalsa 4%) o solo sul compenso?
Grazie per la risposta.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X amministratore di condominio.
Deve calcolarla sul totale compenso + la rivalsa Inps del 4%.

Anonimo ha detto...

EGR. DOTT. TOVANI
sono un odontoiatra e presto consulenze esterne presso diversi studi. Possiedo una partita IVA con regime dei minimi e vorrei sapere se, nelle parcelle rilasciate ai colleghi presso i quali lavoro, devo inserire anch'io la rivalsa del 2-4% per l'enpam.grazie

Anonimo ha detto...

Gent.mo Dott. Tovani, ho visto che ha fatto proprio quello che cercavo, un esempio di fattura con partita iva al regime dei minimi, grazie!
Ora però, per fare 100 nel mio caso (essendo un musicista), bisognerebbe che fosse così gentile da farmi un esempio con l'enpals! Chiedo troppo?!
Grazie infinite e buona giornata!
Mirko

ginevra ha detto...

Gent.mo Dott. Tovani,

sono una traduttrice e ormai da molto tempo invio le fatture via mail in formato PDF ai miei clienti. Quest'anno sono passata al regime dei minimi. Come posso conciliarfe la pratica di invio fattura per e-mail con l'esigenza di applicare la marca da bollo da 1,81 prevista per chi si avvale di questo regime?

Francesco De Paoli ha detto...

Dott. Taviani avrei due domande di ordine generico e spero possa chiarire anche per altri questi dubbi:

1) per applicare la marca da 1,81 euro la somma di euro 77,47 deve essere stata superata dal ricavo lordo o da quello netto?

2) nel caso di ricavi ottenuti dalla pubblicità google adsense su di un blog la somma rientra col contributo integrativo del 2% della cassa di previdenza? o andrebbe scorporata?

Grazie mille dell'attenzione e del prezioso lavoro divulgativo che sta svolgendo.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Anonimo odontoiatra.
Non mi risulta esista che l'Enpam preveda un contributo integrativo da poter addebitare in fattura.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Mirko.

Non ho "artisti" tra i miei clienti non le saprei buttare giù un modello di fattura senza dare un'occhiata alla normativa della sua cassa professionale.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Ginevra.
Potrebbe inviare la fattura normalmente per e-mail richiamando il committente all'assolvimento dell'imposta bollo come previsto da apposita clausola da inserire nel contratto iniziale che ha dato luogo alla prestazione.

carlo ha detto...

Dott. Tovani
volevo farLe un quesito. Nel mio condominio l'amministratore si fa fare il suo compenso dal commercialista su una busta paga come contratto CO.Co.CO. e tutte le trattenute previdenziali. Da quel poco che conosco il condominio avrebbe un dipendente di cui l'assemblea non ne era a conoscenza.L'amministratore e' anche in pensione. E' gisuto questo situazione o quale e' la gisutra fatturazione che deve fare l'amminisratore di un unico stabile ed e' lui stesso condomino all'interno dello stabile?.Grazie

Anonimo ha detto...

Gentile Dott. Tovani
sono una neolaureata in lingue straniere. Mi chiedevo: per impartire lezioni private devo avere necessariamente una partita iva? Potrebbe indicarmi quali obblighi avrei rispetto al fisco impartendo lezioni private? La ringrazio anticipatamente

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X neolaureata.
Da un punto di vista fiscale lei dovrebbe rilasciare ricevuta per le ripetizioni effettuate.
A fino anno poi dovrebbe sommare l'ammontare totale degli importi percepiti e dichiararli nella sezione "redditi diversi" del modello Unico o 730.

Anonimo ha detto...

cialistaGent. Dott. Tovani
ho iniziato a lavorare come tecnico generico (futuro archit,)in uno studio. ci siamo accordati su un pagamento iniziale mensile di 600euro netti escluso tasse e apertura P IVA nel regime da me ritenuto più conveniente.
Ho optato per inizio nuove attività e calcolato la fattura con irap 3,9% + inps gestione separata + irpef e addizionali 10% +IVA 20%
lo studio ora vorrebbe pagarmi con ritenuta d'acconto al 20% ma non mi pare che le cose vadano d'accordo. Dicono che anzi a me conviene perchè con un reddito del genere per un po' non pagherei nulla o cose simili anche nel momento in cui uscissi dalla no tax area usufruendo dei contributi da loro già versati. Ho le idee decisamente confuse. Ok aprire l'iva perchè si spera di aver qualcosa di più conveniente in futuro, ma secondo loro che regime sarebbe ovvio seguissi e soprattutto lo è davvero?!!
Grazie tante!!

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X futuro architetto.
Se ha aperto, o intende aprire, la p.Iva aderendo al regime delle nuove attività (l. 388/2000 art.13) non è assoggettato a ritenuta di acconto del 20% sui compensi.
Mi sembra invece di capire che, secondo lo Studio dove lavora, lei dovrebbe aderire al regime dei minimi ed in quel caso dovrebbe subire la ritenuta di acconto.
Io comunque opterei possibilmente per il regime delle nuove attività l. 388/2000 art. 13

Anonimo ha detto...

Egregio dottore,
se mi viene pagato un netto di € 1.000,00 come faccio a calcolare l'imponibile sul quale ricavarmi la cassa professionisti e la ritenuta d'acconto? esiste qualche formula? grazie

Anonimo ha detto...

Gentile dott. Tovani,

mi hanno appena proposta una collaborazione in un 'azienda, ma non potendo propormi un contratto a progetto, mi hanno proposto di aprire la partita iva e di fare loro fattura al momento del pagamento.

mi sono informata ed ho aperto:

1. la partita iva in regime dei minimi
2.la gestione separta dell'inps.

parlando con i miei capi mi hanno detto che quello che vogliono garantirmi è 1000 euro netti al mese. quale deve essere il lordo? come compilo la fattura? devo avanzarmi dei soldi da conservare per le spese da pagare a dine anno? cos'è il 4% da aggiungere il fattura? si fa anche con la gestione separta dell'inps?

grazie escusi per le troppe domande

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonima.
Se lei è una professionista e quindi non iscritta alla camera di commercio la fattura va compilata così:

………………………………………………

Compenso lordo 1.200,00 euro
+ rivalsa Inps 4% 48,00 euro
tot imponibile Iva 1.248,00 euro (operazione effettuata ai sensi dell'articolo 1 comma 100 legge finanziaria 2008 (regime dei minimi)

ritenuta d’acconto 20%
su 1.240,00 248,00 Euro

Netto da ricevere 1.000,00 Euro

----------------------------------


su questa somma dovrà pagare
308,50 di Inps (1248*24,72)

1000- 305,50= 691,5 (netto mensile)


per quanto riguarda le tasse sul reddito percepito, il 20% di ritenuta è sufficiente a coprire le tassazione di fine anno.

Anonimo ha detto...

Ancora un chiarimento sulla rivalsa in fattura.
Ne ho sentite di tutti i colori sul mio caso. Sono lavoratore dipendente (insegnante) quindi iscritto alla cassa di previdenza INPDAP. Ho aperto partita IVA regime minimi per una seconda attività.
Per fattura a privato quanto devo mettere di rivalsa? 2% o 4% della prestazione?

Anonimo ha detto...

Integro post precedente: ovviamente ho fatto l'iscrizione alla gestione separata INPS e mi hanno detto che come lavoratore dipendente già dotato di una cassa di previdenza la mia aliquota INPS è ridotta (17 %).

Gianluca

Anonimo ha detto...

Perdonatemi una seconda integrazione.

Per la fattura a ente e non a privato, la ritenuta d'acconto va sottratta al totale prestazione+ rivalsa? Tenga conto, come ho detto prima che sono lavoratore dipendente iscritto all'INPDAP e ENPALS e ora alla gestione separata INPS con l'apertura partita iva.

Gianluca

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Gianluca.
La rivalsa Inps è del 4% e la sua aliquota è del 17% in quanto già iscritto ad assicurazione obbligatoria (Inpdap)

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Gianluca.
Quando si opera con i privati la ritenuta di norma non si applica.
Non conosco però i meccanismi di funzionamento del l'Enpals, quindi prenda tutto come meramente indicativo.

Anonimo ha detto...

salve sono una free lance e devo fatturare per giornali e case editrici. Sono in regime forfettario e pago rivalsa inps.
Volevo sapere come faccio a calcolare il lordo sapendo che mi spettano 610 euro netti? quanto devo chiedere? Grazie mille!
elena

Anonimo ha detto...

Gentile dott. Tovani,

le scrivo per chiederle un'informazione: la rivalsa del 4% in fattura è obbligatoria?

e poi questo 4% accumulato mensilmente dove va a finire? posso scalarlo dal mio 24,72% da pagare a fine anno?

Un'altra domanda: nel momento in cui il mio credito accumulato con la ritenuta d'acconto sia maggiore rispetto ai soldi da pagare a fine anno come mi comporto?


solo un'ultima domanda: il 20% da applicare come tassa sostitutiva, va applicato al totale-le spese per la previdenza sociale?

Grazie per la pazienza.

Floriana

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Elena.
Dopo un calcolo, da rivedere, direi circa 1045,00 Euro:

compenso 1045
rivalsa inps 4% 41,8
tot. impon. 1086,8
iva (217,36)
ritenuta 20% - 217,36
Inps 24,72% - 258,324

netto= tot. impon - (rit. 20+ inps 24,72%) 611,116

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Floriana.
La rivalsa non è obbligatoria.
Il 4% addebitato al cliente riduce di fatto l'aliquota a suo carico del 24,72%.
Se va a credito, o lo chiede a rimborso, o lo usa per compensare altre imposte, ad esempio l'Ici.
Nel caso di rivalsa inps la ritenuta del 20% si applica sul compenso + la ritenuta del 4%.

Anonimo ha detto...

ma scusate, facendo riferimento all'esempio iniziale, la ritenuta d'acconto nn deve essere calcolata su 1020,00?
Grazie

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

Si calcola su 1020,00 se il professionista è iscritto alla gestione separata Inps, nell'esempio si trattava di professionista con cassa autonoma (geometra, architetto, etc..)

Anonimo ha detto...

> spett.le dott.Tovani
> sono un neolaureato
> in agraria.da poco mi sono iscritto all'agenzia delle entrate come
> agronomo a regime forfettario,ed inoltre al servizio previdenziale
> EPAP. vorrei sapere come si imposta 1 fattura da emettere a privato con
> p.iva (imprenditore agricolo) e a privato senza p.iva (semplice
> utente), ossia bisogna riportare oltre all'importo, l'iva e la ritenuta
> d'acconto, o solo quest'ultima?alcuni colleghi mi hanno suscitato una
> perplessità sull'iva,per tale motivo avrei bisogno di delucidazioni, in
> quanto a giorni emetterò la mia 1 fattura.ad esempio su 100 euro di
> importo,cos'altro devo aggiungere e dettagliare.in attesa,viringrazio ,
> e vi porgo distinti saluti

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X neolaureato.
Se ha aderito al regime dei minimi, di fatto non cambia nulla nella determinazione dell'Iva in fattura in quanto nel regime dei minimi si è esonerati dall'applicazione dell'imposta, inserendo nella fattua l'apposita dicitura.
Per quanto riguarda la ritenuta del 20% è di fatto obbligatoria quando la fattura viene inviata ad un altro soggetto Iva, mentre assente nel caso di soggetto privato.
quando redigerà la fattua sia molto meticoloso nell descrizione del servizio fornito.

Anonimo ha detto...

Non ci capisco granché.
Oggi sono co.co.pro. ma l'ente pubblico per il quale lavoro così da 4 anni non può più rinnovarmi il contratto e mi obbligano ad aprire una partita iva e da domani ne avrò una "redditi minini".
Ho chiesto di alzarmi il fisso ma non so quanto convenga alla fine. Boh, forse sempre meglio che co.co.pro?

Lucilla ha detto...

Egregio Dott.Taviani,

sono una libera professionista:
-partita iva dei regimi minimi
-gestione sparata dell'INPS,

il 20% di ritenuta d'acconto, basta a coprire interamente le tasse di fine anno, non avendo io altro reddito?

E' possibile farlo versare dai propri clienti?

il 4% di rivalsa INPS devo versarlo io e quando?

le ricevute e le fatture passive sono da dedurre a fine anno?

Attendo le sue preziose risposte e La ringrazio anticipatamente.

Cordiali saluti
Lucilla

Anonimo ha detto...

Salve!
Ho partita iva per attività legate al mondo dell'editoria e ora mi propongono forse un contratto a progetto legato al mondo delle scuole private (come insegnante) Cosa mi conviene fare? Avere Iva + contratto oppure usare solo partita Iva anche per la nuova attività?? Grazie!!!

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Lucilla.
>>il 20% di ritenuta d'acconto, basta a coprire interamente le tasse di fine anno, non avendo io altro reddito?<<

Dipende da quanto guadagna, con un calcolo a spanne possiamo dire che sotto i 24.000,00 euro di reddito di solito non si paga nulla di tasse. Deve però considerare anche i contributi da versare, non solo le tasse.

>>E' possibile farlo versare dai propri clienti?

il 4% di rivalsa INPS devo versarlo io e quando?<<<


La ritenuta del 20% la devono versare i clienti.
La rivalsa del 4% è opzionale (nel senso che il cliente può anche non chiederla, anche se ne ha titolo ai sensi della L.662/1996 art. 1 comma 212) e la dovrebbero versare i clienti

>>le ricevute e le fatture passive sono da dedurre a fine anno?<<
Nel regime dei minimi può contabilizzare le ricevute e le fatture a fine anno

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X futuro insegnante.
In prima approssimazione possiamo dire che potrebbe essere conveniente la collaborazione a progetto, visto che i contributi vengono versati per 2/3 dal committente.

Lucilla ha detto...

Buongiorno Dott. Tovani,
La ringrazio per le sue risposte.
Approfitto per farLe alcune domande aggiuntive:
- le spese per i contributi INPS sono deducibili dalle tasse?
- se così fosse andrei a credito di imposta, avendo anche delle spese durante l'anno (ricevute di acquisti inerenti l'attività, spese di vitto, spese auto, ecc.), è possibile e in quale modo posso chiederne il rimborso?

La ringrazio e Le porgo i miei più cordiali saluti.
Lucilla

Luca A. ha detto...

Scusate, un'informazione: che devo fare, essendomi reso conto di aver emesso una fattura con il bollo da 1,81 applicato nell'apposito spazio, ma non indicato come voce in fattura? E' sanzionabile? Grazie.

Anonimo ha detto...

Egr. Dott., le spiego in breve la mia situazione:
sono Ingegnere iscritto all'Albo con partita IVA libero professionista; da poco ho iniziato una collaborazione a progetto presso un'azienda. Nel caso in cui tale collaborazione dovesse trasformarsi in lavoro a tempo indeterminato come devo comportarmi con la cassa di previdenza volendo, al contempo, tenere aperta la partita iva per continuare la professione di ingegnere?
Devo obbligatoriamente cancellarmi da Inarcassa. Ma, tenendo aperta la partita iva con regime dei minimi devo inscrivermi alla gestione separata INPS anche se ho un lavoro a tempo indeterminato? Fino a che ricavi annui posso effettuare con la partita iva? Il reddito da lavoro dipendente e quello derivante da partita iva non contrastano tra loro?
Grazie.
Antonio.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Lucilla.

>>- le spese per i contributi INPS sono deducibili dalle tasse?<<

Sì, ma non dalle tasse, dall'imponibile soggetto a tassazione.
Nel normale regime contabile si deducono dall'imponibile totale (quadro rp).
Nel regime dei minimi si deducono come normale costo dell'attività.


>>- se così fosse andrei a credito di imposta, avendo anche delle spese durante l'anno (ricevute di acquisti inerenti l'attività, spese di vitto, spese auto, ecc.), è possibile e in quale modo posso chiederne il rimborso?<<

E' possibile chiederne il rimborso o utilizzare tali somme per compensare le future imposte.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Luca.

No, va bene così, vai tranquillo.

Ernesto ha detto...

Salve Dott. Tovani,
ho appena aperto la partita IVA con il forfettone; sinceramente ho non pochi dubbi in quanto navigando qua e là ho letto di tutto e sinceramente non riesco ancora a capire come compilare la mia fattura...
Premesso che ho un contratto a tempo indeterminato con una società, per cui ho già una posizione INPS aperta, mi sono iscritto alla gestione separata per la mia nuova partita IVA.
La mia fattura come dovrebbe essere compilata? i contributi previdenziali sono al 2% o al 4%? Da cosa dipende?
Le sarei molto grato se mi verificasse l'esempio riportato di seguito:

Tot. competenze € 1.000,00
CP 4%(ammesso che sia il 4) € 40,00
IVA (+ dicitura forfettone) € 0,00
-----------------------------------
Tot. imponibile € 1.040,00
- Rit.Acc. 20%(su 1.040?) € 208,00
-----------------------------------
Netto € 832,00

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Ernesto.
Ok, la fatturazione è corretta.
La ritenuta solo se sei un professionista, come presumo.

Anonimo ha detto...

salve dott. Tovani
volevo chiederle un paio di cose;
per il regime dei minimi il bollo va applicato sulla fattura che si emette e va al cliente o su quella che dobbiamo archiviare? inoltre immagino che la seconda fattura dovrà essere una fotocopia di quella con il bollo applicato ....o sbaglio...grazie

Anonimo ha detto...

Gent.mo Dott. Tovani
sono un geometra inserito nel regime dei minimi,collaboro professionalmente con altri 2 geometri con regime fiscale diverso dal mio.Quando dobbiamo dividere importi da me fatturati ci troviamo in difficoltà per quanto riguarda l'IVA (presente nelle loro fatture).si potrebbe avere un esempio?
La ringrazio

Anonimo ha detto...

Salve doc, io sono un addetto alla sicurezza in un hotel, l'agenzia per cui lavoro mi propone di aprire una partita iva con regime dei minimi e mi offre un compenso di 21504€ annui, già tolto il 20% di ritenuta d'acconto che versano loro. Volevo sapere se per me fosse davvero conveniente aprire tale partita iva calcolando che ho delle spese annue legate alla mia attività (auto, benzina, pc, internet, cellulari) pari a circa 5000€. Poi volevo sapere cosa significa avere la gestione separata dell'inps. Grazie mille, Alessandro

Luca ha detto...

Dott. Tovani, aiuto!
Sono un lavoratore dipendente e per vendere alcuni oggetti di cartoleria creati da me ho appena aperto la partita IVA (Regime semplificato per piccoli imprenditori e professionisti) con la gestione separata dell'INPS (giusto?). Devo iniziare a rilasciare delle fatture a privati ed aziende, mi potrebbe aiutare riguardo le modalità di compilazione considerando che propongo questi oggetti ad un prezzo finale di 6 euro (compreso IVA, ecc.)?
Più cerco di informarmi, più la situazione si complica.
Grazie per il suo tempo!

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo - applicazione Bollo -
Il Bollo si applica sul documento rilasciato al cliente (DPR 642/72 tariffa art.13)
Non è necessario effettuare la copia della fattura assoggettata a imposta di Bollo.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X anonimo Geometra.

Per poter rispondere in maniera adeguata, mi dovrebbe fare un esempio concreto.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Alessandro.
Tiro giù due conti:

21504 (compensi netti)=26880(ricavi)-5376 (ritenute 20%)

(ricavi) 26680- (costi)5000= 22680(reddito lordo)

22680 - 5606 (Inps 24,72 su 22680)= 17.074 (reddito tassabile regime dei minimi)

17074x20%= 3414 Imposta sostitutiva


reddito annuale netto 17074 -3414 = 13360

reddito mensile equivalente circa a 13360/12=1138 euro

Ho parlato di reddito equivalente perché le tasse,i contributi e le ritenute si pagano in momenti diversi rispetto alla percezione dei compensi, quindi a livelli di cassa vi sono differenze anche evidenti.

laura ha detto...

mi risolve questo "problemino"..
nel 2007 ero in franchigia, ma non ho mandato la dichiarazione variaz. dati iva nè i corrispettivi..che fare ora? ricadrei nel regime che calcola l'iva nei modi ordinari...devo scorporare l'iva dalle fatture? versarla col ravvedimento?

Anonimo ha detto...

GENT. DOTT. TOVANI,
SONO UNA WEB DESIGNER CON P.I. REGIMI MINIMI E HO SCELTO COME TIPO ATTIVITA' LA NUM.741021 (DISEGN. GRAFICO PAG. WEB). COME DEVO FARE LE FATTURE?
E DEVO ISCRIVERMI ALL'INPS?
GRAZIE
GIMMY

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Gimmy.
Deve iscriversi all'INPS gestione Iva e assoggettare i compensi a ritenuta di acconto se fatturati ad imprese.


fattura:
CAP ……… Città ……………………
Codice fiscale ………………………..
Partita IVA ……………………………
Spett.le ……………………...
Fattura del ………… n. …….
Data ………………

OGGETTO: ………………………………………………

Compenso lordo------ 1.000,00 euro

Iva: operazione effettuata ai sensi dell'articolo 1 comma 100
legge finanziaria 2008 (regime dei minimi)

+ rivalsa INPS ex L.662/96 4% 40,00


TOTALE 1.040,00 euro

– ritenuta d’acconto 20% su 1.040,00--------------------------------------- 208,00 euro
NETTO DA PAGARE --------------------------------------------------------- 832,00 euro

Michele ha detto...

Egregio Dottor Tovani,
fino ad oggi ho lavorato con un contratto di co.co.pro.
Ora mi si richiede - per settembre - di aprire la partita iva:
penso pertanto di aderire al regime dei contribuenti minimi.
Ho però parecchi dubbi e la ringrazio anticipatamente del suo parere

1- per ora il lavoro che svolgerò è nei confronti di un solo soggetto: è corretto questo?
2 - le competenze mi verranno liquidate in un’unica soluzione (A OTTOBRE O NOVEMBRE 2009): dovrò emettere una sola fattura quando mi pagheranno o delle
fatture mensili? (Se dovessi fare una fattura unica quest’anno come contribuente minimo non avrei nulla)
3 - Devo iscrivermi all’INPS alla gestione separata?
Se si quale è l'aliquota che dovrò pagare?
In che sede e quando dovrò pagare?
Posso compensare l’INPS con un credito derivante da UNICO ?
L’importo dell’inps dovrò addebitarlo in fattura ed assoggettarlo a ritenuta di acconto?
4- Posso eventualmente avere anche un rapporto di lavoro come dipendente (ESEMPIO APPLICATO DI SEGRETERIA ) nella scuola pubblica?

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Michele.

>>1- per ora il lavoro che svolgerò è nei confronti di un solo soggetto: è corretto questo?

Sì.

>>2 - le competenze mi verranno liquidate in un’unica soluzione (A OTTOBRE O NOVEMBRE 2009): dovrò emettere una sola fattura quando mi pagheranno o delle
fatture mensili? (Se dovessi fare una fattura unica quest’anno come contribuente minimo non avrei nulla)

Se la pagano a novembre 2009 emetterà la fattura a novembre 2009.

>>3 - Devo iscrivermi all’INPS alla gestione separata?

Così su due piedi direi di sì, ma prima di rispondere bisognerebbe capire in cosa consiste la prestazione che intende fornire.

>>Se si quale è l'aliquota che dovrò pagare?

24,72% sul reddito se non ha un'altra posizione assicurativa obbligatoria (ad esempio è dipendetne privato)

>>In che sede e quando dovrò pagare?

Nei termini previsti per le dichiarazioni

>>Posso compensare l’INPS con un credito derivante da UNICO ?

Sì.

>>L’importo dell’inps dovrò addebitarlo in fattura ed assoggettarlo a ritenuta di acconto?

Il 4% può essere addebitato in fattura al committente e assoggettato a ritenuta.

>>4- Posso eventualmente avere anche un rapporto di lavoro come dipendente (ESEMPIO APPLICATO DI SEGRETERIA ) nella scuola pubblica?

La questione è molto complessa per liquidarla con due righe diciamo di norma no, ma ad esempio se fosse in part-time sì.

Michele ha detto...

La ringazio moltissimo per la pronta ed esaustiva risposta.
Per quanto attiene alla domanda 3 sulla gestione separata, vorrei chiarire che la mia prestazione riguarda docenza e coordinamento didattico nell'ambito della formazione professionale.
Grazie di nuovo.

Michele

laura ha detto...

Egr. Dottor Tovani...
sono Laura che scriveva un quesito sul regime della franchigia...vedo che ai due ragazzi che hanno scritto dopo di me ha risposto..a me no! come mai? è troppo difficile?!!

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Laura.
Nel blog rispondo in via informale, e solo a domande di tipo generico.
Per quesiti professionali che implichino ricadute economiche rilevanti non ci si può affidare a risposte date in via amicale, senza precisi riscontri e assunzioni di responsabilità.

Nel suo caso farò un'eccezione, la risposta al quesito la può ritrovare a pag. 8 della circolare 73/e del 2007 che le riporto in parte:
"Il regime dei contribuenti minimi rappresenta il regime naturale per i
soggetti che possiedono i requisiti sopra illustrati e per coloro che nel 2007 hanno
applicato, avendone i requisiti, il regime della franchigia previsto dall’art. 32-bis
del DPR n. 633 del 1972 (abrogato dal comma 116 con decorrenza dal 1°
gennaio 2008). Ciò significa che entrambi i soggetti richiamati possono dal 1°
gennaio 2008 iniziare automaticamente ad operare come contribuenti minimi,
applicando le disposizioni proprie del regime senza dover fare alcuna
comunicazione preventiva (con il modello AA9) o successiva (con la
dichiarazione annuale).
I soggetti in regime di franchigia, che per operare avevano ricevuto un
numero di partita Iva speciale, possono continuare ad usarlo, indipendentemente
dal regime che intenderanno adottare, senza dover richiedere un nuovo numero
con il modello AA9.
In deroga alle disposizioni ordinarie sulle opzioni, il comma 116
consente ai contribuenti, che nel 2007, pur possedendo i requisiti per applicare il
regime della franchigia di cui all’articolo 32-bis, avevano optato per il regime
ordinario, di applicare già dal 2008 il regime dei contribuenti minimi anche se
non è trascorso il periodo minimo (triennio) di permanenza nel regime ordinario."

Cordiali saluti

laura ha detto...

-Gent.mo Dott. Tovani, forse non esposto bene il quesito...npn riguardava il regime dei minimi del 2008, ma quello del 2007 della franchigia, avrei dovuto mandare entro il 28/09/07 una dichirazione di variazione iva x comunicare che ero in franchigia ed avere la partita iva speciale, ma non l'ho fatto purtroppo! x cui ho chiesto lumi all'ade della mia città e mi han detto che x loro io nel 2007 ricado nel regime ordinario per il calcolo dell'iva....x cui devo scorporare l'iva dalle fatture 2007 emesse senza iva x regime della franchigia, versarla col ravvedimento, fare dichiarazione normale con studi di settore! mi han detto che non c'è alternativa...la colpa è mia che ero convinta che x i liberi professionisti si passasse al regime franchigia x comportamento concludente indicandolo in dichiarazione iva/08...mentre pensavo fosse x i redditi d'impresa la storia dell'invio dei corrispettivi e la successiva attribuzione della p. iva speciale....grazie cmq x l'aiuto!

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Laura.

In prima analisi, mi sembra che non esistano soluzioni per così dire "indolori".
La soluzione prospettata dall'Ade, seppur plausibile le comportebbe una decurtazione di più del 26% dei ricavi (ipotizzando un'aliquota iva al 20% ed il ravvedimento).
Provi a vagliare l'ipotesi di una rettifica iva ai sensi dell'art 26 del DPR 633/72. In questo caso dovrebbe farsi pagare l'Iva dai clienti, con una nota di variazione, cosa non semplice ma fattibile se si è fatturato ad imprese.

Claudio ha detto...

Gentilissimo Dott. Tovani.
La ringrazio intanto per questo aiuto che fornisce a tanti giovani che si affacciano al mondo dell'imprenditoria con le tante difficoltà che questa scelta comporta.
Anch'io, come Gimmy, sono un web designer e da poco ho aperto una partita iva aderendo al regime agevolato dei minimi.
Ho visto che nell'esempio fatto a Gimmy ha considerato l'INPS nell'imponibile soggetto a ritenuta d'acconto, mentre nell'esempio in testa il 2% della cassa di previdenza non è incluso nel calcolo della ritenuta.
Quale dei due è il comportamento corretto?
La ringrazio anticipatamente.
Claudio.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Claudio -

>>>Ho visto che nell'esempio fatto a Gimmy ha considerato l'INPS nell'imponibile soggetto a ritenuta d'acconto, mentre nell'esempio in testa il 2% della cassa di previdenza non è incluso nel calcolo della ritenuta.>>>

Per disposizione di Legge la rivalsa effettuata da professionisti iscritti ad albi e ordini con Casse previdenziali autonome (ingegneri, commercialisti, avvocati,...etcc.) non rientra nella base imponibile ai fini II.DD. pertanto non deve essere assoggettata a ritenuta.

Nel suo caso, invece, essendo iscritto alla gestione speciale INPS deve assoggettare la rivalsa a ritenuta.

And ha detto...

Erg Dottore

Vengo dall'inghilterra e vorrei capire bene delle cose sul il nuovo regime dei minimi. Ovviamente il sistema fiscale qui in Italia è molto divero dal nostro...

Vorrei entrare nel regime come insegnante di inglese/traduttore e spero di emettere fatture sia per le ditta che per i clienti privati.

-Viene applicata la ritenuta da conto per fatture emesse ai clienti privati o solo per quelle destinate a le imprese/ditta ecc?
Ad esempio: una fattura per un cliente privato dovrebbe essere cosi? (e se è cosi come e quando devo pagare le tasse dovute??):

prestazione= 1000 euro
gestione separata=0 (di solito 4%)
ritenuta da conto=0 (di solito 20%)
netto a pagare=1000

-Poi, l'ufficio delle entrate mi ha detto che dovrei pagare il 20% imposta sostitutitiva a guigno... Ma non è che questa cifra corresponde al 20% ritenuta d'acconto e viene versata con ogni fattura pagata dal clinte??

In termine molto crude (se capisco bene) circa 41% del lordo guardagnato durante l'anno viene dettrato (20% ritenuta da conto + 21 versamento INPS). Cosi in mano avro' circa 59% della cifre fatturate. Giusto?!

-Devo fare la dichiarazione dei redditti al fine anno o no?

-Quando devo fare il versamento all INPS?

Spero di essere stato abastanza chiaro...
Grazie infinite per l'aiuto!

Andrew

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Andrew-

>>>Viene applicata la ritenuta da conto per fatture emesse ai clienti privati o solo per quelle destinate a le imprese/ditta ecc?>>>

Solo nei confronti di chi svolge attività d'impresa.

>>>Ad esempio: una fattura per un cliente privato dovrebbe essere cosi? (e se è cosi come e quando devo pagare le tasse dovute??):

prestazione= 1000 euro
gestione separata=0 (di solito 4%)
ritenuta da conto=0 (di solito 20%)
netto a pagare=1000 >>>

iscrivendoti alla gestione separata INPS la fattura ad un privsto sarà così:

prestazione= 1000 euro
gestione separata 4%= 40
ritenuta da conto=0 (di solito 20%)
netto a pagare=1040

>>>-Poi, l'ufficio delle entrate mi ha detto che dovrei pagare il 20% imposta sostitutitiva a guigno... Ma non è che questa cifra corresponde al 20% ritenuta d'acconto e viene versata con ogni fattura pagata dal clinte??>>>

No, non corrispondono perché la ritenuta si calcola sui ricavi la tassazione è invece sul reddito, e quindi molto probabile che vada a credito.



>>>In termine molto crude (se capisco bene) circa 41% del lordo guardagnato durante l'anno viene dettrato (20% ritenuta da conto + 21 versamento INPS). Cosi in mano avro' circa 59% della cifre fatturate. Giusto?!>>>

Alla fine della giostra in tasca le dovrebbe rimanere:

reddito 100
INPS (24,72%) - 24,72
= 75,28

tassa (20%) - 15,25

totale 60,24

>>>-Devo fare la dichiarazione dei redditti al fine anno o no?>>>



>>-Quando devo fare il versamento all INPS?
>>>

A fine anno sulla base della dichiarazione

Riccardo ha detto...

Salve Dott. Tavani
Sono un impiegato partime e sono in procinto di collaborare con uno studio di Ingegneri ed Architetti, vorrei prendere la partita iva con regime dei minimi. Secondo lei sono obbligato ad iscrivermi alla cassa dei geometri o posso iscrivermi all'Inps?
Nell'uno e nell'altro caso se in un anno emettessi fatture per 17.000,00 € (compresa ritenuta di acconto), quanto dovrei versare tra tasse e contributi?
Mi sa consigliare un altro regime contributivo che faccia al mio caso?
Anticipatamente la ringrazio

Anonimo ha detto...

Salve Dott. Tavani
Sono un impiegato partime e sono in procinto di collaborare con uno studio di Ingegneri ed Architetti, vorrei prendere la partita iva con il regime dei minimi. Secondo lei sono obbligato ad iscrivermi alla cassa dei geometri o posso iscrivermi all'Inps?
Nell'uno e nell'altro caso se in un anno emettendo fatture per 17.000,00 € (compresa ritenuta di acconto), quanto dovrei versare tra tasse e contributi?
Secondo lei c'è un regime contributivo che fa al mio caso?
Anticipatamente la ringrazio, saluti Riccardo

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Anonimo.

Se svolge attività esclusive attribuite dalla Legge ai Geometri deve per forza iscriversi alla Cassa Geometri.

Nel caso non svolga attività che richiedano l'appartenza all'albo, può iscriversi alla gestione speciale Inps (aliquota del 17% del reddito, in quanto lei è già iscritto all'inps).

Il miglior regime contributivo, nel suo caso, è quello che le costa meno
Senta alla Cassa Geometri se esistono agevolazioni contributive per chi ha già una copertura assicurativa obbligatoria.

Nel caso non vi siano agevolazioni, se possibile, penso sia meglio operare come iscritto alla gestione speciale INPS, risparmia anche l'iscrizione all'albo.

Anonimo ha detto...

Egr. Dottore,
sono un ingegnere neolaureato che si affaccia al mondo del lavoro.
non riesco a capire quale regime fiscale è più adatto alla mia condizione fra i minimi e le nuove attività.
per un primo periodo (spero un anno al max due)emetterei fattura solo verso lo studio tecnico con cui collaboro; non avendo ancora una mia clientela e le conoscenze pratiche necessarie. sarebbe mia intenzione anche iscrivermi all'albo degli ingegneri della mia provincia.
Qual è il suo consiglio?

marco da rimini

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Ing. Marco -

In linea di massima ritengo preferibile il regime delle nuove attività, non fosse altro che per l'assenza della ritenuta d'acconto.

Anonimo ha detto...

gazie della informazione
davvero molto gentile

cordiali saluti

marcorimini

Anonimo ha detto...

Sono contribuente minimo professionista, iscritto alla gestione separata INPS.
1) a giugno devo comunque fare la dichiarazione dei redditi (non ho altri redditi oltre a quelli già tassati al 20%)?
2) il contributo Inps (24,72%) devo versarlo con le stesse modalità Irpef con F24. Dato che i minimi non pagano Irpef, il versamento va comunque fatto rispettando le scadenze (acconto 98% a novembre + saldo co dich. redditi) oppure tutto con la dichiarazione redditi?
3) dato che tali contributi possono essere detratti dal reddito imponibile e quindi otterrei sempre un credito d'imposta a fine anno (per effetto della ritenuta d'acconto del 20%), posso compensare imposta eccedente e inps? e come?
Grazie Maia

Cristina ha detto...

Gentilissimo Dott. Tovani,
mi trovo nella seguente posizione:
da due anni ho un contratto a tempo indeterminato part-time al 30% con una cooperativa sociale, come impiegata di segreteria. La cooperativa ha scelto per quest'anno la fatturazione IVA al 4%. Personalmente,da tre anni sono in possesso di una partita IVA come traduttore e interprete ma non l'ho mai utilizzata, pur avendo fatto sempre il 740. Quest'anno ho curato per la cooperativa sociale per cui lavoro la traduzione e la stesura finale di due pubblicazioni educative in ambito scolastico. Mi è stato chiesto di fare fattura per il pagamento di questi lavori (due fatture per un totale netto di 2500 euro ciascuna)e non so come farle.
Sarebbe così gentile da chiarirmi un pò le idee?! La ringrazio in anticipo per la disponibilità.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Cristina.

Mi risulta difficile risponderle in maniera adeguata in quanto non sono riuscito a capire come è stata inquadrata dalla cooperativa.

Tralasciando quest'aspetto ed ipotizzando che:
- abbia già una copertura assicurativa obbligatoria Inps per l'attività in cooperativa;
- che abbia preso la P.IVa (regime normale con liqu. trimestrale) ed abbia aperto una posizione alla gestione speciale Inps per i professionisti senza cassa;
tutto ciò premesso la fattura dovrebbe essere così:


Dott. …………………………………..Via …………………………………….
CAP ……… Città ……………………
Codice fiscale ………………………..
Partita IVA ……………………………
Spett.le ……………………...
Fattura del ………… n. …….
Data ………………

OGGETTO: ………………………………………………

Compenso lordo---- 1.000,00
+ Rivalsa contributo Inps 4% 40,00
Imponibile Iva 1040,00
+ Iva 20% 208,00

TOTALE 1.248,00

– ritenuta d’acconto 20% (su 1040,00) 208,00
NETTO DA PAGARE 1040,00

Andrea ha detto...

Gentile dott.Tovani, le espongo la mia situazione:
lavoro come consulente informatico presso un azienda italiana per conto di una societá Estera.
Il regime a cui ho aderito é il regime dei minimi.
In fattura sono tenuto a inserire la ritenuta d'acconto? o in virtú del fatto che la societá per cui presto dei servizi é estera posso tranquillamente versare in sede di dichiarazione dei redditi l'imposta sostitutiva del 20%?

Grazie in anticipo.

Andrea

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Andrea.
Sono spiacente, ma in questa sede fornisco solo indicazioni di carattere generale, che non implichino per me uno studio del caso.
La sua situazione presenta invece aspetti che meritano un'approfondimento specifico, in quanto si trova ad operare con aziende residenti all'estero.
La ringrazio comunque per la fiducia accordatami e la saluto cordialmente.

Michele P. ha detto...

Egregio Dott. Tovani,
sono un agente immobiliare e ho appena aperto la partita iva con il regime dei contribuenti minimi, vorrei capire come chi svolge la mia professione deve redigere la fattura visto e considerato che si può fatturare sia a soggetti privati che a soggetti iva.
La ringrazio anticipatamente per la consulenza.
Distinti Saluti.
Michele P.

Valeria ha detto...

Salve Dott.Tovani,
ho letto con interesse le risposte sul confezionamento di una fattura per un regime dei minimi.
Faccio la speaker radiofonica e mi chiedevo se avesse avuto modo in questi mesi di capire come funziona l'enpals.
La ringrazio, buon lavoro
Valeria

Anonimo ha detto...

Gentilissimo dott. Tovani,
sono contribuente minimo professionista, iscritto alla gestione separata INPS.
1) a giugno devo comunque fare la dichiarazione dei redditi (non ho altri redditi oltre a quelli già tassati al 20%)?
2) il contributo Inps (24,72%) devo versarlo con le stesse modalità Irpef con F24. Dato che i minimi non pagano Irpef, il versamento va comunque fatto rispettando le scadenze (acconto 98% a novembre + saldo co dich. redditi) oppure 40/40/20 oppure tutto con la dichiarazione redditi?
3) dato che tali contributi possono essere detratti dal reddito imponibile e quindi otterrei sempre un credito d'imposta a fine anno (per effetto della ritenuta d'acconto del 20%), posso compensare imposta eccedente e inps? e come?
Grazie Maia

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Valeria.
Dovrei prima sapere come sei inquadrata dalla Radio?
Hai già aderito al regime dei Minimi?

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Maia.

>>1) a giugno devo comunque fare la dichiarazione dei redditi (non ho altri redditi oltre a quelli già tassati al 20%)?>>



>>2) il contributo Inps (24,72%) devo versarlo con le stesse modalità Irpef con F24. Dato che i minimi non pagano Irpef, il versamento va comunque fatto rispettando le scadenze (acconto 98% a novembre + saldo co dich. redditi) oppure 40/40/20 oppure tutto con la dichiarazione redditi?>>

La correggo chi aderisce al regime dei minimi deve comunque presentare la dichiarazione e le scadenze dei pagamenti sono, o meglio dovrebbero essere, le stesse.
Deve quindi compilare il quadro previsto nella dichiarazione dei redditi relativo alla contribuzione inps determina il saldo e gli acconti da pagare.

>>3) dato che tali contributi possono essere detratti dal reddito imponibile e quindi otterrei sempre un credito d'imposta a fine anno (per effetto della ritenuta d'acconto del 20%), posso compensare imposta eccedente e inps? e come?>>

Sì.

Anonimo ha detto...

Gentile dott. Tovani,
a gennaio sono passato nel regime dei minimi. ho riscosso il 15 gennaio una fattura relativa a dicembre 2007 di:
imponibile 2175,50
contr prev 4% 87,02
iva 452,50
Totale 2715,02

Per il principio del flusso di cassa del regime dei minimi devo considerare la somma nel 2008. corretto? Ai fini della soglia de30000 euro devo considerare solo l'imponibile o anche l'iva?

grazie
Giancarlo

glossa ha detto...

Egr. Dott. Tovani
sono un giovane architetto, iscritto a inarcassa, e ho aperto da poco la partita iva con regime dei minimi. Ho già fatto qualche fattura, ma adesso mi trovo in una situazione nuova: ho avuto un contratto a progetto di 6 mesi presso un Consorzio, e non so come impostare la fattura.
Le precedenti erano così strutturate:

Imponibile ----- €
Cassa 2% --- €
Totale fattura ---- €
20% ritenuta d'acconto ---- €
NETTO DA PAGARE ----- €

E' così che deve essere?
E poi, c'è un termine mensile entro cui devo emettere fattura?
La ringrazio in anticipo

Arch. luigi da Napoli

Anonimo ha detto...

Gentilissimo dott.tovani sono un lavoratore dipendente e, collaborando anche con una società, ho aperto una p.iva secondo il regime dei mininimi con codice ateco 74144 consulenza amministrativo gestionale e pianificazione aziendale. Mi trovo a dover fare la prima fattura e mi chiedo: devo iscrivermi ad una gestione separata INPS? Non sono un professionista soggetto ad albo.
Può darmi un esempio di fattura?
Grazie lei svolge un servizio davvero prezioso.
Arturo

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Glossa.

Non mi risulta possibile - ai sensi dell'art. 63 del DLGS 276/2003 - la possibilità per un iscritto ad albo professionale di aderire ad un contratto a progetto.

art. 63 comma 3 del DLGS 276/2003: "3. Sono escluse dal campo di applicazione del presente capo le professioni intellettuali
per l'esercizio delle quali e' necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali, esistenti alla
data di entrata in vigore del presente decreto legislativo"

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Arturo.

Sì, si deve iscrivere all'Inps gestione separata.
Compenso lordo 1.200,00 euro
+ rivalsa Inps 4% 48,00 euro
tot imponibile Iva 1.248,00 euro (operazione effettuata ai sensi dell'articolo 1 comma 100 legge finanziaria 2008 (regime dei minimi)

ritenuta d’acconto 20%
su 1.240,00 248,00 Euro

Netto da ricevere 1.000,00 Euro

Anonimo ha detto...

Gentile dott. Tovani,
a gennaio sono passato nel regime dei minimi. Ho riscosso il 15 gennaio una fattura relativa a dicembre 2007 di:
imponibile 2175,50
contr prev 4% 87,02
iva 452,50
Totale 2715,02
e' corretto che per il principio del flusso di cassa del regime dei minimi devo considerare la somma nel 2008. Ai fini della soglia dei 30000 euro annui devo considerare solo l'imponibile (2175,50) o il totale iva compresa (2715,02)? grazie Giancarlo

Anonimo ha detto...

Buona sera Dottore.

Sto evalutando se dovrei aprire la partita IVA (regime degli minimi). Ho delle domande:

-Sono insegnante/ traduttore e volevo sapere se posso scaricare l'affitto della casa dove vivo e -a volte- lavoro (il contratto di affitto è nel mio nome).

-Non penso di superare 10 milla euro lordo nel prossimi 12 mesi. E' una ciffra troppa bassa per usfruire i vantaggi del regime? (altrimente farò un contratto a progetto e prestazione ocassionale come negli anni precendente)

-Devo aspettare anni per ricevere un eventuale "credito" dovuto, o viene sistemato quando faccio la dichirazione dei reditti?

- la dichirazione dei reditti comprende fatture effetuate il periodo dal 1 gennaio al 31 dicembre?

- posso emettere fatture sia prima che dopo il lavoro viene compiuta ? Ad esempio una scuola mi ha offerta un contratto che inizia a novembre 2008 e finisce a maggio 2009. Mi vogliono pagare dopo fine contratto. Invece, per lezioni privati a casa, vorrei chiedere 10 lezioni di anticipo. Tutte e due i casi vanno bene?

La ringrazio tanto per l'aiuto

Bob

Anonimo ha detto...

Gent.le Dott. Tovani,
volevo porre un quesito. Premetto che sono un amministratore di una Srl da più di 30 anni in un'azienda di famiglia, e svolgevo anche attività di libero professionista ed ero iscritto alla Cassa dei Geometri. Nel 2004 ho interrottoi versamenti alla Cassa dei Geometri in quanto avevo raggiunto il limite minimo di versamento per percepire la pensione di vecchiaia una volta raggiunto i 65 anni. Non avendo al momento nessuna pensione e nessun versamento di contributi alla Cassa dei Geometri, come comportarmi per l'aliquota di contribuzione dell'Inps?
Grazie Emanuele

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Bob.
>>-Sono insegnante/ traduttore e volevo sapere se posso scaricare l'affitto della casa dove vivo e -a volte- lavoro (il contratto di affitto è nel mio nome).>>

- Sì, in parte.

>>-Non penso di superare 10 milla euro lordo nel prossimi 12 mesi. E' una ciffra troppa bassa per usfruire i vantaggi del regime? (altrimente farò un contratto a progetto e prestazione ocassionale come negli anni precendente)>>

- Se la prestazione è configurabile come occasionale le consiglio le consiglio di rimanere in tale ambito, per volumi d'affari limitati infatti non c'è alcuna reale convenienza, anzi......


>>-Devo aspettare anni per ricevere un eventuale "credito" dovuto, o viene sistemato quando faccio la dichirazione dei reditti?>>

-Il credito può essere compensato, se non può compensarlo e lo richiede a rimborso i tempi non sono certi ma almeno 1,5-2 anni sono necessari.

>>- la dichirazione dei reditti comprende fatture effetuate il periodo dal 1 gennaio al 31 dicembre?>>

- Sì.

>>- posso emettere fatture sia prima che dopo il lavoro viene compiuta ? Ad esempio una scuola mi ha offerta un contratto che inizia a novembre 2008 e finisce a maggio 2009. Mi vogliono pagare dopo fine contratto. Invece, per lezioni privati a casa, vorrei chiedere 10 lezioni di anticipo. Tutte e due i casi vanno bene?>>

- Le prestazioni di servizi debbono essere fatturate (come termine ultimo), al momento della conclusione della prestazione, possono però essere fatturate anche in via anticipata.

Anonimo ha detto...

Egr. dott.Tovani
Sono un arch. e a gennaio 2009 apro la p. IVa aderendo al regime dei minimi.
La domanda è: cosa succede se supero i 30.000 euro di fatturato?
(visto che le mie previsioni sono al limite dei 30.000). Grazie

Giacomo ha detto...

Gentile Dott. Tovani,
Ho aperto la P.IVA il 9 maggio 2008 aderendo al regime dei minimi. Volevo sapere qual'è il massimo incasso lordo che non devo superare nell'anno 2008 per rimanere in tale regime? Posso incassare 30 mila euro lordi nel 2008 anche se la P.IVA è stata aperta nel corso dell'anno? La ringrazio in anticipo.

Andrea ha detto...

Spett. Dott. Tovani
e' da un po' che sto cercando di valutare se aprire la P.Iva ma ho un paio di dubbi.
Sono un ing. iscritto all'ordine ma dipendente presso una impresa.
Ora per quello che mi hanno tempo fa inarcassa e ordine degli ing. richiedono un minimimo annuo da versare anche nel caso in cui non si sia raggiunto un certo guadagno. La mia domanda e' legata a questo punto..se apro un aP.Iva per lavori che potrebbero capitarmi rischierei di dover pagare i minimi? (anche nel caso in cui un anno non fatturassi) .. Altra cosa nelle varie fatture tipo pubblicate non ho mai visto la % che mi dicono bisogni versare all'ordine nel caso la fattura sia fatta a persone non appartenenti a ordini professionali.. e'cosi' e se si in che %? Grazie mille, Andrea

peloso ha detto...

Gentile Dott. Tovani
Ho da poco (due anni) intrapreso l'atività di preparatore atletico, purtroppo in questi due anni sono stato costretto ad essere sconosciuto al fisco. La nuova società calcistica per la quale lavoro mi ha proposto di aprire una partita iva per professionisti con requisiti minimi, pur essendo molto contento di questo, vorrei mantenere gli stessi guadagni degli anni precedenti.
Ora, sapendo che gli scorsi anni ho percepito circa 20000€ (1667€ mensili ovviamente nettissimi), cosa dovrò percepire mensilmente per avere il medesimo ricavo? mi potrebbe fare un esempio di fattura?
Da ultimo quale sarebbe la cifra massima che potrei chiedere per rientrare nei 30000€ di detto regime fiscale?
Preciso che questo sarebbe l'unica società per la quale lavoro e non avrei nemmeno altri clienti privati.

Grazie infinite.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Architetto .
Se supera i 30.000,00 euro ma resta entro i 45.000,00 euro perde i requisiti per il regime dei minimi e deve cambiare regime contabile l'anno successivo, se invece superasse i 45.000,00 dovrà ricalcolare tutta la sua posizione, ai fini Irpef e Iva, anche per l'anno corrente.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Andrea.

Se lei ha già una copertura assicurativa inps nell'azienda in cui lavora non deve, o meglio, non può aprire una posizione all'Inarcassa, deve esclusivamente versare il 2% sui corrispettivi fatturati rientranti nel volume d'affari alla stessa Inarcassa ed aprire una posizione come parasubordinato all'Inps.

Anonimo ha detto...

Salve Dottore, Le volevo sottoporre un caso:
Ho ricevuto una fattura emessa ai sensi dell'art. 1 comma 100 Fin. 2008 (minimi), da un contribuente che svolge attività di piccolo imprenditore (realizzazioni grafiche).
In tale fattura c'è esposto solo l'importo di euro 1.250,00 senza ritenuta, contributi previdenziali e senza l'imposta di bollo.
La domanda è se per Lei appare corretta tale indicazione atteso che si tratta di un piccolo imprenditore?

Anonimo ha detto...

Chiedo scusa nn mi sono firmato nell'ultimo post inviato oggi 10.11.2008.

Giovanni

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Giovanni.

>>>In tale fattura c'è esposto solo l'importo di euro 1.250,00 senza ritenuta, contributi previdenziali e senza l'imposta di bollo.
La domanda è se per Lei appare corretta tale indicazione atteso che si tratta di un piccolo imprenditore?>>>

Il bollo nella fattura è senz'alto obbligatorio.

Per quanto riguarda la ritenuta è possibile che il soggetto sia inquadrato - ai fini fiscali/contributivi - come esercente attività d'impresa e non di lavoro autonomo, pertanto non deve assoggettare i corrispettivi a ritenuta.

Per gli stessi motivi non deve indicare in fattura alcunché circa eventuali ritenute Inps.

Oltretutto, anche nel caso si trattasse di lavoratore autonomo iscritto alla gestione separata Inps, la rivalsa del 4% non è obbligatoria ed è facoltà dell'emittente indicarla in fattura.

Anonimo ha detto...

Scusi dott. forse le è sfuggito il mio messaggio. Se fosse così cortese di darmi una risposta le sarei molto grato.

Peloso.

Lucas ha detto...

Scusi Dott. ma la ritenuta d'acconto da calcolare in fattura no è, normalmente, del 23% sul 50% ?
Grazie
Lucas

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Peloso.

Non le avevo risposto perché non conosco a sufficienza il settore nel quale dovrebbe ad operare, pertanto evitavo di darle indicazioni che avrebbero potuto trarla in errore, inoltre il calcolo che mi chiede non è per niente immediato.
A spanne, molto a spanne, ipotizziamo che le non abbia altre attività lavorative e che per semplicità non abbia costi e quindi i ricavi siano uguali al reddito.
Ciò premesso, direi che lei deve fatturare sui 24.000,00 euro il primo anno, l'anno successivo per ottenere lo stesso guadagno netto dovrà aumentare a 30.000 euro, in quanto verserà i contributi inps,pari al 24,72%.
Gli anni successivi pur fatturando 30.000,00 euro (il massimo previsto dal regime dei minimi) con i contributi del 24,72%, 7416,00 euro, non riuscirà più ad ottenere un netto pari aprossimativamente 20.000,00 euro, ma bensì pari a 18067,2 ( 30.000,00 - 7416,00 = 22584,00; 22584*20%= 4516,80; 22584,2 - 4516,8 = netto 18067,2)

La spiegazione è macchinosa ma la questione come le avevo premesso non è di semplice determinazione.

Anonimo ha detto...

La ringrazio molto per queste dritte, è stato molto gentile, purtroppo ha confermato i miei timori.

Peloso

P.S. il servizio che ci offre con questo blog è spettacolare.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Lucas.

L'entità della ritenuta d'acconto varia in relazione alla tipologia di attività svolta.
La ritenuta del 20%, ad esempio, è propria dei professionisti, mentre la ritenuta del 23% sul 50% dei compensi è quella a cui sono assoggettati gli agenti di commercio e assimilati.

Anonimo ha detto...

Spettabile dott. Riccardo Tovani,
le domando in merito a delle finezze burocratiche a cui non so venire a capo. Contrattualmente sarei una persona fornitrice di contentuti, cedente i diritti d'autore dei testi commissionatomi da una società di diritto (S.r.l) la quale società svolge l’attività di gestione, di produzione e fornitura di contenuti editoriali a terze parti. Mi dicono di dover aprire la partita IVA, che aprirei a breve, percependo mensilmente 950 euro netti mensili e pare non vi sia altro modo per lavorare... Vorrei domandarle secondo lei se sia il caso o meno di iscrivermi ai regimi minimi (ho già svolto lavori per loro con ritenuta d'acconto) e se posso evitare per ora di iscrivermi alla gestione separata Inps, visto che ho già una piccola collaborazione da dipendente presso un'altra società e poiché da quel che ho capito trattasi di attività a opera di ingegno (?)
Potrebbe farmi un esempio di quanto dovrei richiedere loro al lordo per arrivare realmente ad un guadagno di 950 euro mensili? L'affitto della casa potrei metterla nella dichiarazione come spesa utile? Ho 33 anni.
Grazie e cordiali saluti.
Giulia C.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Giulia.
Quesito troppo specifico, necessita di una specifica analisi.
A spanne le posso dire che considerare il lavoro commissionato dalla srl come prestazione occasionale e arduo da sostenere nel caso lei svolga un'analoga attività, presso altra società, nella quale è regolarmente iscritta all'Inps gestione speciale.
Se invece le attività sono di natura diversa è possibile percorre questa strada, nel caso gli importi corrisposti siano limitati.
Per ottenere 950,00 netti diciamo che deve richiedere, come ordine di grandezza, 1600,00 lordi.
Per i locatari esiste una detrazione, introdotta con la finanziaria 2008, che varia fino ad un massimo, mi sembra di ricordare, di 450,00 euro.

Anonimo ha detto...

Grazie della risposta. Un'ultima cosa, mi potrebbe far capire con un esempio effettivo ché dovrei chiedere 1600 lordi per arrivare ai 950 netti? Cioè mi han già detto che mi pagherebbero a tre tranche e il lordo ammonterebbe a 3420 euro (950*3 +IVA)e da qui non si salirebbe...(ahimé)
Giulia

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Giulia.

Esempio didascalico, ipotizando costi=0, quindi ricavi=reddito.

1600*24,72%=395,52 contributi

1600-395,52=1204,48

1204,48*20%=240,89

netto=1204,48-240,89= 963,58

Anonimo ha detto...

Chiedo scuda ma non ho chiara una cosa...
se l'imposta me la pagano i clienti, come faccio a "recuperarla" dai costi delle attrezzature che ho acquistato per esercitare il mio lavoro?

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

x Giulia.
>>>Chiedo scuda ma non ho chiara una cosa...
se l'imposta me la pagano i clienti, come faccio a "recuperarla" dai costi delle attrezzature che ho acquistato per esercitare il mio lavoro?>>>

Se le imposte riscosse a titolo di acconto attraverso la ritenuta sono maggiori delle imposte dovute (calcolate in dichiarazione), vai a credito di imposta, che puoi utilizzare in compensazione o a rimborso.

Anonimo ha detto...

Sono un giovane ingegnere che lavora come dipendente presso una azienda di installazione di impianti elettrici. Mi è stato chiesto di realizzare alcuni progetti. Come posso fatturare tali progetti? Volevo aprire la partita iva con regime dei minimi, ma non sò cosa devo fare e come devo comportarmi con i pagamenti.

In particolare ho questi dubbi:

1) Apertura: basta aprire la partita iva presso l'agenzia delle entrate o devo iscrivermi anche a qualche previdenza? Inps, Inarcassa,....? (ad inarcassa a quanto ho capito leggendo i commenti non devo e non posso iscrivermi ma devo solo pagare il 2% dei guadagni che però posso mettere in conto al cliente)

2) es. fattura:
compenso lordo:1000
ritenuta 2%: 20
Totale: 1020
ritenuta 20% su 1000: 200 (solo se cliente con partita IVA)
Totale a pagare: 820

L'imposta di bollo di 1,81 obbligatoria per fatture superiori a 77.47Euro chi la paga? Se la devo pagare io la posso scaricare nel conteggio delle tasse da pagare? Se invece la paga il cliente posso metterla nel totale a pagare?

3) Oltre alla normale dichiarazione dei redditi cosa devo fare?

4) Nei costi posso detrarre anche acquisti fatti con scontrino normale? Devo togliere l'iva? Il prodotto può essere acquistato prima di aprire la partita iva?

5) es. riepilogo fine anno:
Ricavi: 10000 €
Compensi percepiti: 10000-2000(considerando di fatturare solo a clienti con P.IVA)=8000 €
costi: 500 € (tutte le spese sostenute)
Reddito lordo: 10000-500=9500 €
Reddito tassabile: 9500-190(2% di 9500, da versare ad inarcassa)= 9310 €
Imposta sostitutiva: 9310*20%=1862 €(da versare a fine anno)
Reddito netto: 7448 €
Quindi pago:
190 Euro ad inarcassa e 1862 Euro all'agenzia delle entrate

6) se fatturo ad un privato senza P.IVA devo pagare qualche cosa in più?

Grazie
Alberto

irene ha detto...

egr. dr. Tovani...le pongo un quesito...mi trovo nel regime dei minimi, ho fatture passive da san marino senza addebito di iva in fattura...cosa ci devo dare? integrare l'iva? devo fare pure l'intrastat? sono prestazioni di servizi...grazie, Irene

Gian Paolo ha detto...

Spett.le Dott. Tovani.
ho aperto partiva IVA con regime dei minimi in qualità di Libero professionista fotoreporter non iscritto alla Camera di Commercio e senza Albo, con gestione separata in aliquota ridotta perchè dipendente presso un azienda.
Volevo porre tre quesiti:
1) devo fatturare ad un Comune la vendita di alcune immagini. Mi chiedevo se fosse giusto procedere in questo modo:
Prestazione (comprensiva di stampe) 225€
rivalsa inps 4% 9€
totale imp. 234
- 20% rit. d'acc. 46,8€
netto 187,2€
applicherò inoltre marca da bollo da 1,81€

2) Mi è stato chiesto di fornire anche le cornici, posso fatturare anche materiale non inerente la mia professione (dato che il mio lavoro prevede esclusivamente la fornitura di servizi e immagini)?

3) Ho effettuato degli acquisti senza richiedere l'emissione della fattura, lo scontrino fiscale si può ugualmente utilizzare per la detrazione dei costi?

La ringrazio vivamente per la cortese attenzione.
Cordiali saluti.

Gian Paolo

xman ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
xman ha detto...

Salve dott. Tovani. Dalla circlare n. 13/e del 26.02.2008 dell'Agenzia delle Entrate, (Profili interpretativi emersi nel corso della videoconferenza del 21 febbraio 2008) si evince che solo il superamento di oltre il 50% dell'importo di 30.000 euro di compensi annui determina l'applicazione immediata del regime ordinario. La domada è: l'importo da non dover superare per non uscire dal regime è di 15.000 euro/anno o di 45.000 euro (cioè 30.000+15.000)?
La ringrazio anticipatamete
Cordiali saluti
Francesco

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Francesco.
Sì, come lei ha intuito il limite per il passagio immediato al regime normale è 45.000,00 euro di compensi.

Geometra ha detto...

Egregio Dott.Tovani,
sono un Geometra da 3 anni ho scelto il regime delle nuove attività produttive, e quindi nel 2008 dovrò obbligatoriamente cambiare regime. Sono indeciso sull' ordinario e su quello dei minimi, ma il dubbio è: per ricavi, cosa intendono?
Mi spiego: se per esempio io fatturassi all' anno 30006,00€ per prestazioni, 1200,24€ per 4%, 6241,23€ per IVA e quindi 37447,49€ in totale, posso entrare nel regime dei minimi facendo ricavi = 30006,00+1200,24=31206,24€ - (il 4% + [10,50% sui 30006]) che sono i contributi obbligatori quindi avrei 26855,37€? oppure per loro il ricavo è 30006,00? oppure 31206,24?
Grazie

Andrea ha detto...

Gentile Dott. Tovani,
un piccolo chiarimento sulle fatture in regime dei minimi.
La mia ragazza ha una ditta individuale e rivende prodotti ludici (giochi da tavolo di carte ecc.) tramite un sito di e-commerce.
Io le do una mano con la parte amministrativa.
La Ditta Individuale è stata aperta seguendo il regime dei minimi. E mi chiedevo se :

- L'imposta di bollo è obbligatoria anche per la rivendita di prodotti o vale solo per i servizi?
- Ovviamente non avendo nessun tipo di ritenuta (vendendo prodotti a privati) la fattura non avrà che il prezzo dei singoli articoli, la dicitura della legge sui minimi e il totale. E' corretto?
- E' obbligatorio inserire il Codice Fiscale del cliente finale? O essendo una vendita a privati si può omettere?

Grazie mille.
Andrea.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

x Geometra.
Il ricavo per un libero professionista iscritto ad una cassa autonoma è da considerarsi 30006,00.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Andrea.
Mi sembra di poter inquadrare l'attività svolta da sua ragazza come commercio elettronico indiretto, equiparato normativamente alle vendite a distanza. In teoria non sarebbe richiesta alcuna documentazione fiscale (ricevuta, scontrino, fattura), ma esclusivamente l'annotazione sul registro dei corrispettivi sulla base dell’art. 2 del D.P.R. 696/1996.
Nel caso di vendite a privati la fattura ha poco senso è preferibile utilizzare o scontrino o la ricevuta (con apposito bolletario).

Ciò premesso:
- il bollo deve essere sempre applicato alle fatture che superano i 77,47 euro;
- nel caso emetta fattura dovra inserire la dicitura "emessa ai sensi dell'art.... regime dei minimi";
- l'inserimento del codice fiscale non è obbligatorio .

La invito comunque a tenere ordinatamente la documentazione della transazione e non solo per motivi fiscali.

Anonimo ha detto...

egr. dr. Tovani...le pongo un quesito...mi trovo nel regime dei minimi, ho fatture passive da san marino senza addebito di iva in fattura...cosa ci devo dare? integrare l'iva? devo fare pure l'intrastat? sono prestazioni di servizi...grazie, Irene

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Irene.
Bisogna vedere che tipo di prestazioni di servizio sono. In tema di prestazioni di servizi gli operatori residenti in San Marino sono parificati a operatori extracomunitari, le norme a cui deve far riferimento pertanto sono gli articoli 7 e 9 del Dpr 633/1972.
Non deve inviare il modello intrastat.

diplina ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Gent.mo Dott. Tovani,
sono un giovane architetto, fra 10 giorni devo cambiare il regime da agevolato per le nuove attività in regime ordinario o dei minimi. Ho tutte le richieste per inquadrarmi nel regime dei minimi, ma un piccolo problema. Faccio fattura a altri professionisti o imprese che non sono disposte non scaricare più l’iva della mia fattura. La ritenuta d’acconto non si può scaricare, no?
Nel regime ordinario pagherei più tasse che nel regime dei minimi? Purtroppo non riesco a chiarirmi con le informazioni che trovo.
Ringrazio in anticipo per la gentilezza e gli auguro un felice nuovo anno!

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X giovane architetto.
Non riesco a capire i quesiti, ad esempio che vuol dire scaricare la ritenuta? mi servono inoltre dati aggiuntivi ad esempio qual è il suo reddito e ricavo stimato, eventuali altri redditi, per un giudizio di massima sulla convenienza del regime.
Se riformula la domanda le sarò di aiuto.
saluti.

Anonimo ha detto...

mi scusi ma allora nel forfettone devo mettere la ritenuta d'acconto mentre nel forfettino no....
essendo un architetto mi consiglia la seconda????
Grazie mille

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X architetto.

Nel regime delle nuove attività il professionista è esonerato dall'applicazione della ritenuta, nel regime dei minimi il contribuente è invece assoggettato a ritenuta.
Pertanto aderendo al regime dei minimi dovra indicare nella fattura la ritenuta del 20%.

Se può ancora permanere nel regime delle nuove attività rimarrei nello stesso.

Anonimo ha detto...

buongiorno
ho letto i vari post circa la fattura da emettere
ho aperto partita iva da 1 settimana e ho scelto il regime dei contribuenti minimi ( imposta sostitutiva 20%)
sono praticante avvocato abilitato al patrocinio non ancora iscritto alla cassa
devo emettere fattura per un soggetto privato non soggetto iva
mi servirebbe un esempio di fattura
nn ho capito se tolgo io direttamente il 20% cioè quello che mi dovrebbe dare il cliente è 1000 e prendo solo 800 o la fattura la faccio al lordo di 1000 e poi in sede di dichiarazione faccio ricavi-costi e calcolo l'imposta dovuta e la verso con f24
perchè ho letto che il 20% sarebbe tipo un acconto sull'imposta dovuta

Anonimo ha detto...

Egr. Dottore
A dicembre ho aperto posizione iva come piccolo imprenditore agricolo in regime di esonero. Ora avrei l'occasione di lavorare per alcune aziende a ore, rilasciando fattura, per elaborazione dati contabili: potrei aprire una seconda attività usufruendo del regime dei minimi (fatturato inf.30.000), conservando quindi la partita iva dell'azienda agricola e il suo particolare regime di esonero (fatturato inf. 7.000)..?????
Ringrazio anticipatamente.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X praticante avvocato.
Ipotizzando la sua iscrizione all'Inps gestione speciale, la fattura ad un privato è la seguente (senza ritenuta di acconto perché i privati non sono sostituti d'imposta):


………………………………………………

Compenso lordo 1.200,00 euro
+ rivalsa Inps 4% 48,00 euro
tot imponibile Iva 1.248,00 euro (operazione effettuata ai sensi dell'articolo 1 comma 100 legge finanziaria 2008 (regime dei minimi)



Netto da ricevere 1.248,00 Euro

----------------------------------

Anonimo ha detto...

Egr. Dottore
Sono un architetto iscritto all'Albo e da 3 anni lavoro presso un ingegnere. Attualmente percepisco 700,00 euro mensili netti. L'ing. mi ha chiesto di fatturare. Dovrei aprire la partita iva..quale regime mi consiglia. E quanto dovrei percepire al mese per poter ricavare i miei 700,00 euro netti attuali. Non riesco a calcolare quanto chiedere minimo all'ing. per poter mantenere l'attuale stipendio netto..grazie anticipatamente.

Anonimo ha detto...

Salve, sono un giovane grafico di pagine web TIPO ATTIVITA': 741021

Ho aperto la partita iva a Regime dei contribuenti minimi, o delle perplessità sull'emissione fattura.

Mi piace essere concreto.

1)Esempio:

sito web= €1000

devo mettere l'iva? o aggiungere solo la marca da bollo?

----------

2)Esempio:

CALCOLO FATTURA

€ 1000 sito
€ 200 iva

mi faccio pagare alla fine 1200

quindi devo conservare i 200€ di questo lavoro oltre agli altri che a fine anno dovrò versare alla camera di commercio?

Non riesco a entrare nella mentalità giusta. Mi potrebbe spiegare come devo calcolare l'iva imponibile e tutto quello che devo fare per il mio regime?

La mia è un'attività da libero professionista per la realizzazione di siti web.

Grazie di cuore in anticipo.

Anonimo ha detto...

Sono sempre io Grafico web

Devo poi applicare il 20% sulle fatture visto il mio scaglione?(regime dei minimi)



Grazie du cuore

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X architetto.

Il regime contabile da scegliere è quello del regime dei minimi o delle nuove attività. La scelta va fatta in base ai requisiti e necessità di dati più precisi.

Ipotesi:
ricavi= reddito;

inarcassa= 100 euro mese di contributo fisso (meramente ipotetico, i costi della contribuzione devono essere verificati appuratamente)

ritenuta o tassazione del 20%

netto percepito 700

** soluzione **

x = 700,00/0,8 +100,00

x=975,00

Stefano ha detto...

Egregio Dott. Tovani
Sono un Ingegnere con partita IVA codice attività 711220 (Servizi di ingegneria integrata) e il 31 dicembre 2008 sono scaduti i tre anni in cui mi sono avvalso del regime fiscale agevolato (art. 12 L. 388/2000). Da quest'anno vorrei avvalermi del regime dei minimi e le chiedo se può darmi delucidazioni in merito alle seguenti questioni:
1) Qualora nell'intero anno io effettuassi prestazioni di lavoro solamente per società o ditte (che fanno ritenuta d'acconto) e non per privati (i quali non effettuano la ritenuta d'acconto) il totale dell'importo versato dai committenti corrisponderà esattamente alle imposte dirette da me dovute (avendosi un'aliquota unica del 20% e non essendoci IRAP e addizionali IRPEF). Come sarà possibile in tal caso effettuare la detrazione da tali imposte in conseguenza degli acquisti fatti e delle spese sostenute (automobile, telefono, ecc) in fase di dichiarazione dei redditi? Andrò in credito perenne?
2) Nel regime dei minimi avrò qualche limitazione particolare in merito alle detrazioni dalle imposte dirette? Sarà possibile detrarre le spese sanitarie (medicinali, spese mediche ecc), le spese previdenziali (INARCASSA), le spese per beneficienza (donazioni a società umanitarie o a enti di ricerca) ecc?
3) Se le spese di cui sopra sono per me detraibili mi sa indicare delle percentuali di detraibilità di riferimento?
4) mi conferma che non dovendo più trattare l'IVA l'unico adempimento nei confronti dell'agenzia delle entrate che mi rimane risulta essere il pagamento delle imposte dirette a giugno e a novembre e la dichiarazione (modello UNICO) entro settembre?
5) con riferimento alla domanda 1: fino a ora ho fatto tutto da solo compreso il pagamento delle imposte ma non avevo la ritenuta d'acconto. Come deve essere trattata nella dichiarazione dei redditi? I committenti devono rilasciarmi qualche documento (tipo CUD) o nulla del genere e sono sufficienti le fatture da me emesse?

Mi scusi per la prolissità. Spero potrà chiarire le questioni poste.

Cordiali saluti e molti complimenti per il suo supporto.

Ing. Stefano

Stefano ha detto...

Sono nuovamente l'Ing. Stefano
Leggendo i posto precedenti ho chiarito i dubbi relativi alla domanda 1.
Spero potrà darmi indicazioni in merito alle altre.
Cordialmente

Stefano

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X giovane grafico di pagine web TIPO ATTIVITA': 741021

Il tenore delle sue richieste rivela una conoscenza molto lacunosa della normativa, la invito pertanto cordialmente o ad affidarsi ad un professionista o a ripassarsi perbenino il regime fiscale dei minimi altrimenti rischia di "farsi del male".
Tanto per cominciare se ha aderito al regime dei minimi deve lasciar perdere l'iva perché lei emetterà fatture senza addebito di iva, applicando il bollo nel caso la prestazione fornita superi i 77,47 euro.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Ingegner Stefano.


>>2) Nel regime dei minimi avrò qualche limitazione particolare in merito alle detrazioni dalle imposte dirette? Sarà possibile detrarre le spese sanitarie (medicinali, spese mediche ecc), le spese previdenziali (INARCASSA), le spese per beneficienza (donazioni a società umanitarie o a enti di ricerca) ecc?>>

- Le spese previdenziali Inarcassa le deduce direttamente dal reddito professionale, gli altri oneri sono detraibili solo se ha altri redditi (ad esempio redditi di lavoro dipedente) da dichiarare, da quali detrarre tali oneri, in assenza di ulteriori redditi si perdono.

>>3) Se le spese di cui sopra sono per me detraibili mi sa indicare delle percentuali di detraibilità di riferimento?>>

- quali spese nello specifico??

>>4) mi conferma che non dovendo più trattare l'IVA l'unico adempimento nei confronti dell'agenzia delle entrate che mi rimane risulta essere il pagamento delle imposte dirette a giugno e a novembre e la dichiarazione (modello UNICO) entro settembre?>>
- Sostanzialmente sì.

>>5) con riferimento alla domanda 1: fino a ora ho fatto tutto da solo compreso il pagamento delle imposte ma non avevo la ritenuta d'acconto. Come deve essere trattata nella dichiarazione dei redditi? I committenti devono rilasciarmi qualche documento (tipo CUD) o nulla del genere e sono sufficienti le fatture da me emesse?>>

- I committenti le devono rilasciare un'attestazione relativa all'effettuazione delle ritenute, che poi detrarrà dalle imposte dovute in sede di dichiarazione.

benben ha detto...

Gentilissimo Dott. Riccardo Tovani
Sono un enologo che dall'aprile 2008 ha deciso di mettersi in proprio per consulenze viticole enologiche. Ho aperto regolare partita iva in regime dei minimi.
nell'anno 2008 ho fatturato 9420 euro ad un ente statale per prestazione di manodopera per lavori di cantina.
Nella fattura non ho indicato la ritenuta d'acconto, il mio commercialista mi ha detto allora che l'importo dovuto dovrò versarlo direttamente io a luglio!
I dubbi che ho sono
- il regime dei minimi è appropriato oppure sarebbe stato meglio quello per nuove iniziative imprenditoriali?
- è possibile rimediare al versamento della ritenuta d'acconto nel modo suggeritomi dal commercialista?
- quali altre trattenute dovrò calcolare sul guadagno lordo di 9420 euro?
come enologo non ho albo professionale
Mi scuso per l'eccessiva lunghezza...ma vorrei fare chiarezza su punti a me oscuri!
La ringrazio per il servizio offerto
Giorgio

Stefano ha detto...

La ringrazio moltissimo dei suoi chiarimenti.
La percentuale di detraibilità di cui le chiedevo è relativa alle spese previdenziali INARCASSA. Esse sono detraibili al 100% dall'imponibile o in misura minore?
grazie ancora del suo efficace aiuto

Ing. Stefano

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Stefano.
Inarcassa deducibile 100% dai ricavi dell'attività assoggettata al regime dei minimi.

Anonimo ha detto...

Gentile dott. Tavani,
sono un praticante avvocato, lavoro i proprio.
Pertanto il mio reddito non mi permette di avere un commercialista.
sono indeciso sul regime fiscale da adottare.
credo che quest'anno fatturerò 10.000 euro circa.
ho letto da più parti che il regime per le nuove iniziative produttive è più conveniente e anch'esso può essere gestito "fai da te".
ciò che mi lascia perplesso è l'assoggettibilità agli studi di settore, che viene esclusa dal regime dei minimi, e la non detraibilità dell'iva.
Oltrettutto sono in procinto di comprare un auto, del valore di circa 10.000,00 euro, e non vorrei tirami una zappa sui piedi fin da subito.
la ringrazio.
Walter

costa ha detto...

Gentile dott. Tavani,prima di tutto la ringrazio moltissimo per i sui consigli, sono un giovane architetto e lavoro in proprio, sono appena passato dal regime per le nuove attività a quello dei minimi ed inoltre ho chiuso il mio rapporto con l'inps e sto per iscrivermi nell'INARCASSA, volevo chiederle se il contributo previdenziale inarcassa de 2% va messo obbligatoriamente in fattura oppure è opzionale come quello inps?

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Costa.
>>"volevo chiederle se il contributo previdenziale inarcassa de 2% va messo obbligatoriamente in fattura oppure è opzionale come quello inps">>

Obbbligatoriamente no, tuttavia qualora optasse per questa modalità dovrà essere lei versarlo all'Inarcassa, indipendentemente dall'effetivo pagamento da parte del cliente.

Le ricordo inoltre che nei rapporti con altri appartenenti all'Inarcassa non si applica.

costa ha detto...

mi scusi di nuovo Dott. Tovani,
anche se mettessi il 2% sulla prestazione in fattura io lo ricevo e di consequenza devo versarlo poi alla fine dell'anno, oppure mi sbaglio?
la ringrazio anticipatamente, comunque il mio problema è che attualmente ancora non sono iscritto all'inarcassa, devo aspettare un po di giorni però devo emmettere una fattura adesso

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Costa.

>>la ringrazio anticipatamente, comunque il mio problema è che attualmente ancora non sono iscritto all'inarcassa, devo aspettare un po di giorni però devo emmettere una fattura adesso>>

Lei emetta ugualmente con la fattura con rivalsa del 2% con l'iscrizione regolarizzerà tutto, in quanto è molto probabile che la considerino iscritta dalla data di ricezione della domanda. Comunque può sempre chiedere all'Inarcassa per delucidazioni.

Anonimo ha detto...

Egregio Dott. ho trovato il suo blog per caso cercando notizie utili per questo regime di partita iva ai minimi.
Sono un lavoratore dipendente iscritto regolarmente all'INPS, mi trovo nella condizione di aprire partita iva per una seconda attività.MI hanno detto che essendo già iscritto all'INPS non devo pagare altri contributi al di fuori di quelli che sono nella busta paga, praticamente dovrei pagare solo il 20% di tasse.Da quello che leggevo però non è proprio così, può spiegarmi per cortesia se devo pagare altro oltre al 20%?

Grazie.
Andrea

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Andrea.
Le confermo quello che lei ha già intuito, oltre al 20% di imposte sui redditi dovrà pagare l'Inps.
Nel caso di iscrizione alla Gestione separata Inps - pur considerando che lei è già coperto previdenzialmente dall'Inps- dovrà versare un ulteriore 17% del reddito.

Anonimo ha detto...

La ringrazio per la veloce risposta, colgo l'occasione per farle un altra domanda sperando di capirci di più per evitare poi guai in futuro.
Praticamente pago il 20% di quello che fatturo come tassa,se ho delle spese con relativa fattura posso andarle a sottrarre da quel 20% che devo pagare,suppongo che alla fine (da come mi hanno detto e ho capito) se devo versare 1000 di imposta ma ho spese di IVA pari a 100, devo versare 900.
Ma posso non iscrivermi all'Inps essendo già coperto?
Questo reddito che io fatturo si accumula con quello che ho da dipendente oppure sono due cose separate?
La ringrazio per la disponibilità, buon lavoro.

Andrea

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X andrea le riporto un esempio che ho già fatto, forse l'aiuterà a
capire.
Ricavi=20.000
costi=2.500
Inps= 17% obbligario (perchè già coperto Inps come lavoratore dipendente)
---------------------------------
---------------------------------
ritenute subite 20% di 20.000= 4.000
---------------------------------
reddito 2008 =20.000 - 2500 (50% spese promiscue)= 17.500

17.500*17= 2975,00 (da versare all'Inps nel 2009 e da detrarre dal reddito 2009)

Imposte anno 2008 regime minimi
17500*20%= 3500


a giugno-luglio, novembre compenserò debiti e crediti:
tassaz. regime minimi - 3500
- Inps saldo 08 - 2975
- inps acconto 09 - 2380 (80% 2975)
- ritenute subite + 4000
= 4855,00 (da versare nel 2009)

Anonimo ha detto...

Grazie dottore per l'esempio,ci sto ragionando e naturalmente mi vengo fuori delle perplessità, soprattutto sul discorso INPS.
Vedo che bisogna dare un acconto per quanto riguarda il successivo anno lavorativo, ma se io quell'anno lavorativo non guadagno?
Praticamente, se ho ben capito, dovrei anticipare un anno di INPS e poi recuperarlo l'anno successivo, ho capito bene?
Mi scuso se non sono un "genio" in queste cose ma non vorrei alla fine andare a rimettere denaro senza averlo guadagnato.
Sto seriamente pensando che questa soluzione non fa per me, non so se esiste un metodo per pagare tasse e contributi solo se si guadagna, senza anticipare.

Grazie
Andrea

Katia ha detto...

Buongiorno dottore, avrei due domande, dato che nel 2009 prevedo dei guadagni superiori ai 5000 euro (cifra entro cui posso emettere notule) devo aprire la p.iva e pensavo al regime dei minimi. Se ho capito bene nella mia fattura comparirà: una cifra lorda+4% (da designer non ho un albo) - il 20% di ritenuta da calcolare su lordo+4%. Al risultato poi dovrò poi sottrarre per conto mio il 24.72% di contributi. E' giusto? Queste fatture andranno fatte a professionisti che mi chiedono se potranno scaricare a loro volta. Dato che nelle mie fatture l'iva non c'è, loro cosa scaricheranno?
Grazie per le delucidazioni che vorrà darmi... e grazie per il suo impegno sul blog.
Katia

Katia ha detto...

... mi scusi se la ridisturbo, ho dimenticato un particolare... ma con il regime dei minimi posso scaricare solo fino ad un tetto massimo annuale di 500 euro?
Grazie ancora
Katia

melania ha detto...

Gent.mo Dott. Tovani
ho da pochi giorni aperto la p.iva - regime dei minimi.
Possiedo un’auto un po’ “vecchiotta” a me intestata che in realtà usa mia mamma e viceversa per spostarmi io uso l’auto di mia mamma acquistata da poco. Ho pensato quindi di fare tra me e mia madre un comodato d’uso gratuito per poter poi detrarre le spese del carburante e altre spese di manutenzione (per lavoro viaggio “abbastanza”). Il mio commercialista me l’ha sconsigliato dicendomi che tra parenti “non è molto opportuno” e che comunque l’atto va registrato e l’imposta è di 350 euro , consigliandomi invece un passaggio di proprietà dell’auto … ..
Altri mi hanno detto che il comodato è invece in uso anche fra parenti, che il comodato non va registrato o che comunque il costo per l’imposta è inferiore (168 euro).
Lei che mi consiglia in proposito circa il comodato d’uso gratuito per l’autovettura ? E' comunque necessario registrare il comodato d'uso gratuito? Grazie, Melania

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Andrea.

>>Grazie dottore per l'esempio,ci sto ragionando e naturalmente mi vengo fuori delle perplessità, soprattutto sul discorso INPS.
Vedo che bisogna dare un acconto per quanto riguarda il successivo anno lavorativo, ma se io quell'anno lavorativo non guadagno?>>
In questo caso il contribuente riduce autonomamente l'acconto sulla base di quanto realmente presume di incassare, naturalmente se poi dovesse incassare di più di quanto preventivato sarà soggetto a sanzione.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Katia.

I calcoli relativi al regime dei minimi mi sembrano corretti,forse se mi avesse fatto un esempio numerico sarebbe stato meglio.

>>Queste fatture andranno fatte a professionisti che mi chiedono se potranno scaricare a loro volta.>>

Certo che sì, ma solo come costo ai fini della determinazione del reddito, e non ai fini IVA, non essendoci iva addebitata.

>>mi scusi se la ridisturbo, ho dimenticato un particolare... ma con il regime dei minimi posso scaricare solo fino ad un tetto massimo annuale di 500 euro?>>

Non esiste alcun limite quantitativo ai costi deducibili.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Melania.
Premesso che tali operazioni effettivamente possono dar adito a contestazioni da parte di verificatori un po' troppo "zelanti", devo anche rilevare che da un punto di vista puramente teorico nulla osta a considerare tale operazione come un contratto di comodato di bene mobile.

Tale operazione non è soggetta a registrazione obbligatoria, può quindi limitarsi ad iscrivere il bene nel suo registro dei cespiti ammortizzabili, indicandolo come bene in comodato.

Tuttalpiù per attribuire un po' di "solennità"al comodato, ed una data di riferimento, può redigerlo in forma scritta, recandosi alla Posta e facendo annullare un francobollo sul contratto.

In definitiva, la possibilità di dedurre queste tipologie di costi dipende sostanzialmente da una prova fattuale che deve essere fornita dal contribuente, consistente nel dimostrare in maniera evidente e difficilmente contestabile l'uso effettivo del bene nell'attività d'impresa.

Lazzaro ha detto...

Gent. mo Dott. Tovani, io collaboro con una casa editrice con il ruolo di revisore redazionale. Mi hanno chiesto di aprire la partita iva e ho pensato al regime dei minimi. Come codice di attività mi hanno consigliato 74.90.99 cioè quello relativo ad altre attività professionali nca. Altri mi hanno consigliato il 58.19.00 cioè Altre attività editoriali. Io mi occupo di correzione di bozze, editing ed impaginazione. Dalla sua esperienza mi può consigliare un altro codice? Ringraziandola in anticipo per la risposta ed in generale per l'aiuto offerto, la saluto.
Lazzaro

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Lazzaro.

Sicuramente da scartare il 58.19.00.
Scelga tra il 74.90.99 e l'82.19.09 (Servizi di fotocopiatura, preparazione di documenti e altre attività di supporto specializzate per le funzioni d'ufficio)

Lazzaro ha detto...

Gent.mo Dott. Tovani, sono Lazzaro (quello del post precedente). Le volevo chiedere se è obbligatorio pagare i contributi Inps e qual è il criterio per cui qualcuno paga circa 900€ ogni tre mesi mentre altri pagano una percentuale (circa 20%) sul fatturaro a fine anno, pagando anche l'anticipo per l'anno successivo. Si può scegliere in quale dei due modi pagare l'inps o il modo scaturisce da altri fattori a me sconosciuti???
Grazie ancora!
Buona giornata!

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Lazzaro.
Si è obbligatorio pagare i contributi inps.

Le differenti modalità di pagamento ritengo dipendano dal fatto che le attività di "servizi" possono essere inquadrate ai fini Inps nella gestione commercianti o nella gestione speciale.

La gestione commercianti ha un fisso annuale che viene pagato trimestralmente in anticipo.
La gestione speciale ha invece altre modalità di pagamento.

In generale:
- superato un certo reddito (minimale) diventa conveniente la gestione commercianti rispetto alla gestione speciale in quanto l'aliquota è più bassa 20-21% rispetto al 25,72% della gestione speciale;
- con la gestione commercianti, se hai redditi bassi paghi di più (perché c'è un minimale), ma hai una copertura assicurativa minima che ti ritrovi al momento della pensione quando calcolerai la tua rata pensionistica con il sistema contributivo.

Anonimo ha detto...

Salve Dott. Tavani.
Ho firmato un contratto prima dell'ingesso nel regime dei minimi per un importo di 10.000,00 euro al netto del conto cassa ed al lordo d'IVA.
In base al regime nel totale fattura avrò 8039,22 (10.000 - 2% CC- Rit Acc.20%) è giusto oppure devo partire da 12.195,09 per arrivare poi a 9.803,92 euro (10.000,00- C.C. 2%)?

Anonimo ha detto...

Salve Dott. Tovani.
Ho firmato un contratto prima dell'ingesso nel regime dei minimi per un importo di 10.000,00 euro al netto del conto cassa ed al lordo d'IVA.
In base al regime nel totale fattura avrò 8039,22 (10.000 - 2% CC- Rit Acc.20%) è giusto oppure devo partire da 12.195,09 per arrivare poi a 9.803,92 euro (10.000,00- C.C. 2%)?

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

Se vuolke incassare 10.000 Euro deve fatturare 12500,00 euro +2%.

12.500*20%= 2.500 ritenuta
12.500-2500 = 10.000
12.500 * 2%= 250 da addebitare e versare alla cassa professionale


onorario 12.500
cassa + 250
ritenuta - 2500

totale 10.250

Ilaria ha detto...

Buongiorno Dott. Tovani,
mi sono recata ad un Caf per la compilazione del modello ISEE ed essendo libera professionista iscritta al regime dei minimi, il funzionario ha calcolato come mio reddito solo il rigo RN1 del modello unico,e non ha voluto saperne di aggiure anche il resto del mio reddito, nonostante mia insistenza; è corretto?

Ilaria

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Ilaria-

La questione è discutibile, almeno secondo me.

A logica - come lei ha intuito e come io convengo- tale reddito dovrebbe rientrare nell'Isee.

Tuttavia è la stessa Inps in una Faq presente sul suo sito ad escludere i redditi a tassazione sostitutiva dal cumulo dei redditi ai fini Isee.

Pertanto l'operato del funzionario, pur non condividendolo almeno dal punto di vista teorico, è da ritenersi corretto.

Anonimo ha detto...

Salve, ho aperto proprio oggi partita iva col regime dei minimi. ma ho ancora diversi dubbi sulla compliazione della fattura. io sono truccatrice e acconciatrice moda. all'agenzia dell'entrate mi hanno detto non sia obbligatorio mettere in fattura la ritenuta del 20% (anche perchè se calcolata con il principio di cassa mi verrebbe detratto più del dovuto) ma vedo che qui viene sempre messa.che devo fare? mentre invece io non calcolavo il contributo previdenziale inps...posso inserirlo?(all'inps ho gestione separata 25,72%)se di in che %? mentre l'imposta di bollo è a carico mio o del cliente?
grazie mille!!
XXXTRUCCATRICEXXX

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Truccatrice.
Come indicazioni di massima mi pare di poter rilevare che l'attività di truccatrice è forse più correttamente inquadrabile come attività artigianale e come tale sarebbe soggetta all'Inps gestione artigiani. Ciò avrebbe come diretta implicazione una fatturazione non soggetta a ritenuta d'acconto.

Tuttavia lei ha aperto una posizione Inps come professionista senza cassa (Gestione separata), sostenendo, implicitamente, di svolgere un'attività in cui prevale la prestazione "intellettuale" rispetto a quella manuale.
Sulla base di questa iscrizione si deduce pertanto lo svolgimento di un'attività professionale soggetta a ritenuta d'acconto del 20% da inserire in fattura.


Per il Bollo la legge non dispone niente circa chi debba sopportare l'onere, pertanto il costo potrà essere sostenuto da una o dall'altra parte, dipende dagli accordi tra le parti.

Anonimo ha detto...

gent.mo dott. Tovani
vorrei sottoporle alcune domande che mi sono posto sul regime dei Minimi.

Sono lavoratore dipendente. Vorrei aprire una partita IVA con il regime dei minimi per svolgere attività di
- servizi editoriali(impaginazione testi, grafica...)
- servizi tecnici (piccole attività di consulenza, docenze per corsi, forniture di prodotti da me realizzati o acquistati altrove)

Le domande che mi pongo sono:
1) attività di consulenza (non soggette ad albi professionali) e attività di servizi sono assimilabili sotto un'unica partita IVA?

2) dal momento che sono sotto "copertura" INPS come lavoratore dipendente, sono soggetto all'iscrizione alla gestione separata?
Ed in tal caso che aliquote sono previste?
Leggevo anche di acconti sull'anno successivo...

3) Se acquisto un bene dalla ditta X per 100 euro iva inclusa debbo rivenderlo con iva? Esempio: bene XYZ prezzo di acquisto 100, lo fatturo 110+IVA? Il relativo acquisto lo conteggio nelle spese deducibili?

La ringrazio in anticipo per i chiarimenti che potrà darmi.
Lorenzo

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Lorenzo

>>Le domande che mi pongo sono:
1) attività di consulenza (non soggette ad albi professionali) e attività di servizi sono assimilabili sotto un'unica partita IVA?>>

Certamente la P.Iva è unica eventualmente potrà indicare più codici di attività nella domanda di apertura di p.Iva.

>>2) dal momento che sono sotto "copertura" INPS come lavoratore dipendente, sono soggetto all'iscrizione alla gestione separata?
Ed in tal caso che aliquote sono previste?
Leggevo anche di acconti sull'anno successivo...>>

Vediamo di semplificare l'approccio:
- se la sua attività è inquadrabile come attività professionale lei è soggetto all'apertura della posizione inps in qualità di professionista senza cassa con aliquota del 17% in quanto già iscritto ad assicurazione obbligatoria come dipendente.
- se la sua attività fosse inquadrabile come attività commerciale, lei non avrebbe invece l'obbligo di iscrizione alla gestione commercianti in quanto incopatibile con l'assicurazione da lavoro dipendente. In quest'ultimo caso è opportuno sentire preventivamente come la pensano alla sede Inps competente per zona.

Gli acconti si pagano di norma sulla base del reddito dell'anno precedente. Se inizia l'attività da zero non dovrà pagare acconti il primo anno.


>>3) Se acquisto un bene dalla ditta X per 100 euro iva inclusa debbo rivenderlo con iva? Esempio: bene XYZ prezzo di acquisto 100, lo fatturo 110+IVA? Il relativo acquisto lo conteggio nelle spese deducibili?>>

Se opera nel regime dei minimi non deve addebitare l'iva sulle fatture di vendita.
L'iva pagata sugli acquisti viene sostanzialmente incorporata nel costo del bene e deducibile come costo.

Alessio ha detto...

Salve dottore. Io sono un geometra NON iscritto all'albo, attualmente dipendente di un architetto. Dovrei passare a breve al regime dei minimi per poter fatturare all'architetto senza iscivermi all'albo professionale. Usufruirei del regime anche per poter fatturare prestazione di coordinatore della sicurezza. Volevo capire se il regime mi è conveniente e magari un esempio di fattura a privati e professionisti/società. La ringrazio per l'attenzione e la pazienza.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

Una valutazione circa la convenienza del regime fiscale dei minimi deve essere fatta caso per caso.

Nel blog ho fatto numerosi esempi.

In linea di massima posso però confermare - per le piccole attività - la convenienza del regime, sia da un punto di vista economico, sia in termini di minori adempimenti burocratici. Eccole un esempio di fattura:


Fattura regime dei minimi professionista iscritto gestione separata Inps


Spett.le ……………………...
Fattura del ………… n. …….
CAP ……… Città ……………………
Codice fiscale ………………………..
Partita IVA ……………………………Data ………………


OGGETTO:


Compenso lordo---------------------------------------------------------- 1.000,00

Iva: operazione effettuata ai sensi dell'articolo 1 comma 100
legge finanziaria 2008 (regime dei minimi)


+ rivalsa INPS ex L.662/96 4% ----------------------------------------------40,00


-----------------------------------------------------------------TOTALE 1.040,00 euro


– ritenuta d’acconto 20% su 1.040,00--------------------------------------- 208,00 euro

NETTO DA PAGARE ------------------------------------------------------ 832,00 euro

Alessio ha detto...

La ringrazio per la risposta. Volevo chiederle un'altra cosa: Poi a fine anno che spese dovrei affrontare?...Cioè, per avere un netto di almeno 1500 € al mese, quanto dovrei fatturare?

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

Per un mensile teorico netto di 1500,00 Euro, ipotizzando per semplicità che non abbia costi, a spanne possiamo fare un calcolo indicativo di:
- 1500 x 25,72% = 385,80 inps
- (1500-385,80) x 20% (tassazione)= 222,84 ritenuta

Totale lordo da rihiedere
1500 + 222,84 = 2022,84

In realtà dovremmo fare un calcolo molto più complesso, non abbiamo considerato i costi ed il calcolo non è effettuato per cassa; tuttavia a livello indicativo devi fatturare circa 2000 euro.

Anonimo ha detto...

SONO UN PROFESSIONISTA CHE HA ADERITO AI REGIMI DEI MINIMI, POSSO ADDEBITARE IN FATTURA OVVERO AL CCLIENTE LA MARCA DA BOLLO DI € 1,81?A CARICO DI CHI PERMANE L'OBBLIGO DELL'IMPOSA DI BOLLO, DEL CLIENTE O DEL PROFESSIONISTA?

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X professionista.

Per il bollo rispondono in solido cedente e cessionario.
Quindi se non c'è un accordo andrebbe suddiviso al 50%.

Anonimo ha detto...

Buongiorno,
innanzitutto un sacco di complimenti per questo blog che mi ha chiarito un sacco di cose...

comunque per conferma..)
ho aperto partita iva e mi sono iscritto in camera di commercio
come ditta individuale artigiana (materiale e assistenza per uffici)

ovviamente ho colto al volo la possibilità del regime dei minimi...
è corretto fatturare in questo modo:
materiale €550 iva 0
manodopera €50 iva 0
totale €600
imposta di bollo €1,81
totale fattura €601,81
segue "operazione...art1,comma 100"

spero propio di si dato che ho fatto un pò di fatture in questo modo..

ringrazio anticipatamente chiunque mi risponda..

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X ditta artigiana.
Sì, la fatturazione in linea di massima si può dire corretta.

Michelino B. ha detto...

Gent.mo Dott. Tavani; le scrive un neo avvocato che ha aderito al regime dei minimi.Può dirmi se è corretto la mia fattura:
Compenso € 1.000,00
CAP € 20
Totale fattura € 1.020,00
Ritenuta d'acconto a detrarre € 200,00
Rimborso imposta di bollo € 1,81
Netto a pagare € 821,81.
La marca da bollo può essere addebitata al cliente,visto che le acquisto con ricevuta rilasciata dal tabaccaio ed a me intestata?è corretto fiscalmente?o devo addebitare solo il 50%,deducendo il costo solo al 50%?se ci sono errori (spero di no), mi faccia sapere le correzioni da apportare.Attendo Sue delucidazioni e la ringrazio sin d'ora.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X avvocato.
La fattura è corretta.

Gweb ha detto...

Buona sera Dott. Tovani, sono un consulente informatico iscritto da poco alla gestione separata inps come proffessionista appartenente al regime dei minimi. Mi trovo ora a dover emettere la mia prima fattura, ma ho alcune perplessità che le espongo di seguito:
- la ritenuta d'acconto che percentuale ha sull'imponibile? Come e quando deve essere pagata dal cliente?
- esiste un tariffario da poter consultare?
La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità.

Anonimo ha detto...

Egregio Signore, Le scivo dalla Polonia con la gentile richiesta di spiegarmi cosa vuol dire CPA?
Attendo la sua risposta.
Grazie in anticipo

Anonimo ha detto...

Egregio dott. Tovani,
con un compenso lordo di 30000 € annui, secondo lei è conveniente applicare il regime dei minimi, ed in questo caso, se applicassi la rivalsa Inps del 4% cosa accadrebbe?
L'anno successivo passerei al regime ordinario?Forse con i minimi converrebbe non applicarla.

Grazie.
Cordiali saluti.
Andrea

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Andrea.
Non è possibile fare un calcolo di convenienza basandoci solo sul fatturato. In linea di massima con fatturati vicini ai 30.000 euro e con pochi costi conviene quasi sempre.
Il 4% di rivalsa INPS deve essere considerato tra i ricavi quindi in teoria può anche convenire non richiederlo in fattura quando ci avviviciniamo alla soglia dei 30.000 Euro.

Gianluca ha detto...

Spett.le dott Tovani, le porgo due domande:
- Volevo sapere se mi posso iscrivere al regime dei contribuenti minimi se 2 anni fà ho acquistato una casa.

- Per il superamento della soglia dei famosi 30.000,00 euro devo considerare la somma delle varie fatture, ma con o senza ritenuta d'acconto?

Grazie

Anonimo ha detto...

gentile dott. Tavani,
leggendo il suo blog ho trovato un quesito simile al mio ma non la reltiva rispota e mi permetto pertanto di riproporlo sinteticamnete.
- ingegnere iscritto all'Albo
- dipendente di azienda privata da un anno e soggetto a previdenza INPS
- possessore di partita IVA con
regime di contribuente minimo
- non più iscritto a cassa Ingegneri e Architetti da quando dipendente
- pago comunque il contributo integrativo a inarcassa sul reddito da lavoro autonomo
- devo iscrivermi anche alla gestione separata INPS e pagare un ulteriore contributo previdenziale (10%+4%) su tali redditi da lavoro autonomo...?

Grazie per l'attenzione che vorrà dedicarmi.

Luca.

Anonimo ha detto...

Gentile Dott. Tovani,
Grazie per le informazioni preziose da lei pubblicate.
Ho aperto da appena un anno una P.IVA nel contesto del regime fiscale agevolato. Dopo aver emesso un paio di fatture a clienti diversi inclusive di rivalsa INPS 4%, mi trovo di fronte a un cliente che rifiuta di pagare questo importo in fattura. La rivalsa se richiesta è obbligatoria? Oppure no? Come debbo comportarmi, fatto salvo... litigare con il cliente?
Grazie!

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Gianluca.
>>>>>Volevo sapere se mi posso iscrivere al regime dei contribuenti minimi se 2 anni fà ho acquistato una casa.>>>>>>

Se l'abitazione, come presumo, è stata acquistata come privato non ci sono problemi di sorta.

>>>>>Per il superamento della soglia dei famosi 30.000,00 euro devo considerare la somma delle varie fatture, ma con o senza ritenuta d'acconto?>>>>>
Deve sommare gli imponibili su cui calcola la ritenuta d'acconto.

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Ingegnere Luca.
L'interpretazione prevalente è quella che le imporrebbe il versamento del contributo integrativo all'inarcassa e l'iscrizione alla gestione separata Inps. Da cui discende il versamento della relativa contribuzione con assoggettamento del reddito professionale ad aliquota contributiva del 17%

In tal senso la Circolare n. 183/XVII del 2009 che il Consiglio Nazionale Ingegneri ha Trasmesso la risposta del Ministero del Lavoro, della Salute e delle PoliticheSociali in tema di doppia contribuzione previdenziale dei professionisti Ingegneri

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X ignoto.
Ai sensi della Legge 662/1996 articolo 1 comma 212 i professionisti hanno titolo ad addebitare ai committenti la rivalsa del 4%.
Il professionista può autonomamente decidere di non applicare tale rivalsa, ma se la applica ne ha titolo.

giovanna ha detto...

Buongiorno, sono una grafica, ho aderito al Regime dei Minimi con il cod. att 741029 -altre attività dei disegnatori grafici- ed alla gestione separata INPS (lavoratori autonomi occasionali art 43 legge 326/2003).
Lei ha fatto vari esempi per altre categorie dove calcola la ritenuta d'acconto dalla somma del compenso+rivalsa INPS, mentre finora io ho indicato:

TOTALE COMPETENZE (A) 1000
+ rivalsa INPS 4% 40
IMPONIBILE____________________1040
- ritenuta d'acconto 20% di (A) 200

TOTALE FATTURA_______________800

per piacere, puo' chiarirmi se ho sbagliato?
Ho anche dei dubbi su quanto devo integrare all'INPS e in quale data si paga ..
La ringrazio sin da ora

Dott. Riccardo Tovani ha detto...

X Giovanna.
Prima di risponderle dovrebbe chiarirmi cosa intende per iscrizione "alla gestione separata INPS (lavoratori autonomi occasionali art 43 legge 326/2003)."

L'art. 43 della L. 326/2003 farebbe infatti riferimento agli associati in partecipazione.

E' un associata in partecipazione?!

giovanna ha detto...

non sono associata in partecipazione, ho solo copiato la frase che ho trovato sul foglio che mi hanno dato all'INPS quando ho presentato la domanda, posso inviarle un allegato, come faccio?

in realtà finora non ho mai versato niente all'INPS ma nelle fatture ho indicato la rivalsa 4% e prima o dopo devo fare tutto in una volta sola

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